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Renzi-Salvini il derby dei “Matteo” sullo stadio
FIRENZE
La sfida fra i due Matteo della politica italiana, Matteo Salvini e Matteo Renzi, stavolta si gioca fra il Senato e il rettangolo verde dello stadio Artemio Franchi di Firenze, e straripa nella campagna elettorale per le regionali in Toscana. Entrambi i leader infatti rivendicano la paternità dei correttivi al decreto semplificazioni che agevolano la ristrutturazione e l'ammodernamento degli impianti sportivi, in deroga ad alcune prescrizioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio e alle dichiarazioni d'interesse culturale.
Si tratta di un meccanismo 'sblocca-stadi' per gli impianti fin qui vincolati dalle Soprintendenze come appunto lo stadio Franchi, una delle realizzazioni più celebri dell'architettura razionalista italiana, progettato da Pier Luigi Nervi e inaugurato nel 1931: si apre in questo modo la possibilità di ammodernarlo come desiderato dal patron della Fiorentina Rocco Commisso, rifacendo totalmente le curve e creando nuovi spazi commerciali.
Da destra (con anche FdI e Forza Italia) a sinistra si esulta così per l'approvazione in commissione di due emendamenti 'fotocopia' in materia, il 55.0.12 Renzi-Biti (Pd), giunto alla terza versione del testo, e il 10.159 (2/o testo) presentato da senatori leghisti. L'ex sindaco Renzi sostiene che l'ok del Senato «dà il senso di una grande vittoria collettiva: lo sport anche lavoro, cantiere, investimento». Per Salvini «finalmente anche Firenze e i suoi tifosi potranno avere lo stadio che meritano, alla faccia della maggioranza di governo che perfino su questo argomento andata in ordine sparso». —
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