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«Il valore della vita negato dai crimini nazi-fascisti»
Dal procuratore militare Marco De Paolis riceviamo questa precisazione: «La riflessione sulle “vittime civili dei crimini di guerra” non pone sul medesimo piano situazioni del tutto diverse ma vuole ricordare la necessità di mettere sempre l’uomo e l’umanità al centro di tutto. Le vittime civili inoffensive, a qualsiasi comunità statale appartengano, vanno ricordate e tutelate perché è il valore della vita che deve essere sempre salvaguardato. Questo valore, negato dai crimini nazifascisti, è garantito oggi per i nostri giovani, dalla conoscenza e dal ricordo dei crimini - assai minori, ma non per questo non da censurare - commessi da militari diversi dai tedeschi».
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