«I bimbi rom sono animaletti striscianti» Bufera sulla leghista
Frase choc della vice presidente del consiglio comunale Pd e Iv: razzista, si dimetta. Ceccardi: parole lontane da me
san giuliano
Sono quasi le due di notte quando il consiglio comunale di San Giuliano Terme si trova a discutere una mozione sulla presenza dei rom nel parco giochi della frazione di Ghezzano. La consigliera della Lega Cristina Taccini prende la parola e definisce i bambini rom «animaletti striscianti». Immediate le scintille e le reazioni di alcuni consiglieri di maggioranza: sono solo l’anticipo dello scandalo che succederà di lì a poche ore. Perfino all’interno del suo partito.
La consigliera tenta di precisare le sue parole, a consiglio comunale in corso. «Ho detto mi verrebbe da dire... perché vedere queste situazioni non è bello per nessuno», cioè le condizioni in cui si troverebbero questi bimbi. Ma la frase choc è registrata (il consiglio comunale è convocato da remoto) e passa solo il messaggio di razzismo. Le parole di Taccini, vicepresidente del consiglio comunale, del resto, sono pietre: «I bambini rom, mi verrebbe da dire, sono un po’ come animaletti che alzano la gamba e fanno la pipì sotto un albero, strisciano per terra e si tirano la roba da mangiare». Il centrosinistra si indigna, ma prende le distanze anche l’europarlamentare Susanna Ceccardi, candidata della Lega alla presidenza della Regione. «Accostare i bambini a degli animaletti è profondamente sbagliato. Conosco la consigliera Taccini e so che il concetto che ha espresso malamente è lontano dalle sue idee, ma ciò non mi esime dal prendere le distanze dalle sue parole. Nella mia idea di Toscana, regione civile e attenta ai più deboli, non c’è spazio né per dichiarazioni di questo genere né, e lo dico con altrettanta forza e convinzione, per contesti nei quali i bambini vengono costretti a vivere in condizioni igieniche precarie e a cui viene è negato il diritto a un’istruzione e a un’infanzia felice». Una reazione dura, dunque. Quasi quanto quella del deputato dem Emanuele Fiano, che trasforma il consiglio comunale di San Giuliano in un caso nazionale: «A me non verrebbe mai da dire quella frase. A lei come fa a venire in mente di paragonare esseri umani ad animali? Glielo dico io, nonostante capisca che si possa sbagliare: la disumanizzazione dell’altro è alla base non solo del razzismo, ma del totalitarismo di ogni colore, da quello fascista, a quello comunista sovietico, a quello nazista a quello dell’Isis. Per odiare una persona, un’etnia, una confessione, popolazione, tu devi considerare che non siano umani come te». La consigliera regionale del Pd Alessandra Nardini osserva che Cristina Taccini «con il suo incarico dovrebbe difendere la Costituzione e invece, oltre a offendere la dignità di un bambino, calpesta l’articolo 3 negando i principi di pari dignità sociale senza distinzione di razza, condizioni personali e sociali. Persone cariche di odio e disprezzo nei confronti di bambini non sono degne di rappresentare le istituzioni repubblicane e democratiche». Per l’eurodeputato toscano di IV, Nicola Danti «la parola da dire è una sola: non è scuse, ma dimissioni». Invece nessuno interviene a San Giuliano. Il sindaco, Sergio Di Maio, dice che «certe affermazioni sono inaccettabili in un consiglio comunale e non hanno niente a che vedere con il dissenso politico». E la consigliera Taccini si scusa per «l’infelice frase pronunciata poiché su un tema così delicato avrei voluto e dovuto esprimermi meglio. Non intendevo assolutamente dire, poiché è lontanissimo dai miei pensieri, che i bambini rom sono animaletti e mi spiace che dalle mie parole sia uscito questo messaggio. Quel che intendevo dire è che i bambini di etnia rom che vivono a Ghezzano vengono fatti vivere nella sporcizia e costretti ad usare un giardinetto pubblico come latrina sotto gli occhi di tutti». Ecco perché nella stessa seduta di consiglio la consigliera ha auspicato «un intervento degli assistenti sociali «per restituire a questi bimbi la dignità che meritano». Ma le scuse non cancellano le parole dette. La gravità che contengono. Neppure per la Lega. Parola di Susanna Ceccardi. Intanto il presidente del consiglio comunale, Paolo Pardini, intervenuto subito con un censura, sta valutando il da farsi. «Sentirò il segretario generale. I consiglieri forse presenteranno una mozione di sfiducia: Taccini è anche vice presidente del consiglio, deve essere in grado di tenere l’aula in mia assenza». —
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