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L’auto salta la corsia e si schianta sul Tir «Come una bomba». Morto il conducente
Ma il bilancio poteva essere peggiore: il mezzo pesante si è intraversato sulla carreggiata. Superstrada in tilt per ore
pontedera
Terrore sulla Fi-Pi-Li. Un’auto salta la corsia e “vola” dall’altra parte addosso a un Tir che poi si intraversa sulla carreggiata. Una vittima, il conducente della macchina, un pensionato di 72 anni, Aldo Caffagni, originario di Empoli e residente a Pontedera da una decina di anni: stava rientrando a casa, dopo aver accompagnato la moglie in ospedale a Massa, per un intervento al cuore.
Ma il bilancio dello spaventoso schianto tra la Mercedes della vittima e un mezzo pesante, all’altezza di Pontedera, avrebbe potuto essere ancora più grave. «E’ venuto contro di me come una bomba, all’improvviso. Ho visto l’auto volare dalla carreggiata opposta alla mia direzione di marcia» racconta il camionista, illeso ma sotto choc. Perché il camion, dopo l’impatto con l’auto volata nella corsia opposta, in un tratto sprovvisto di new-jersey (il divisorio in cemento armato), si mette di traverso in mezzo alla strada, dopo essere stato investito dalla Mercedes, una scheggia impazzita, che si ferma in tempo dopo la mortale carambola senza fare altre vittime. Solo per un caso fortunato l’incidente - avvenuto dopo un temporale, poco dopo le 16 - non innesca tamponamenti a catena con ulteriori vittime.
Le conseguenze sulla viabilità sono, comunque, devastanti. Per ore Pontedera si trova stretta nella morsa del traffico, in un venerdì estivo quando numerose famiglie si mettono in marcia per raggiungere le località della costa. Strada chiusa per ore con la polizia stradale di Pisa impegnata nei rilievi: sul posto arriva anche il dirigente della Polstrada, Ameglio Menguzzo.
Il camionista, che si trova faccia a faccia con la morte, esce illeso dalla cabina di guida. Ringrazia il cielo e si dispera per le conseguenze della sua manovra.
Le prime chiamate al 118 - sul posto viene inviata la Pubblica assistenza di Pontedera - lasciano capire che la superstrada ha fatto un’altra vittima. Inizia la corsa disperata per cercare di intervenire il prima possibile, nonostante il traffico. All’incidente assistono numerosi testimoni e un altro camionista che riesce a schivare l’impatto per miracolo. Intervengono anche i vigili del fuoco di Cascina. Ma per l’automobilista non c’è niente da fare: resta imprigionato nelle lamiere della sua auto. Impatto impressionante. Il cofano non si distingue più, al suo posto un groviglio di metallo.
Tante le ipotesi sulla tragedia. Se in un primo momento, per la posizione dei mezzi lungo la strada, qualcuno pensa che sia stato il camionista a invadere la corsia opposta, appena la Polstrada arriva sul luogo dell’incidente e sente le prime testimonianze tutto si chiarisce.
La vittima stessa, da quanto risulta, avrebbe causato il grave incidente. Le cause? Forse un malore, oppure una fatale distrazione. Difficile stabilirlo a questo punto. Gli automobilisti che assistono all’incidente raccontano di un’auto, quella del pensionato, schizzata per aria all’improvviso. Che prende velocità dopo l’impatto con il cemento della barriera spartitraffico dopo essere entrata in un tratto in cui la barriera si interrompe. Pochi tratti lasciati “aperti”, che vengono usati come via di fuga per deviare il traffico in caso di cantieri o incidenti stradali. Dinamica confermata dalla polizia stradale che sottopone il camionista a tutti gli accertamenti previsti. Mezzi sequestrati e un’indagine aperta. La salma viene trasportata all’obitorio del Santa Chiara a Pisa, a disposizione della Procura. La dinamica è abbastanza chiara, tuttavia il magistrato, il dottor Aldo Mantovani, potrebbe richiedere l’autopsia per stabilire le cause della morte. Mezzi sequestrati con una serie di problemi per il camionista che stava andando al porto di Livorno con un carico di cucine e mobili da consegnare in Sardegna, in provincia di Nuoro.
Alle 22 la strada, nel tratto della tragedia, è ancora chiusa con conseguenze molto pesanti per la viabilità secondaria.
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