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Toscana

Fondi Lega, il figlio del prestanome «Mio padre non fuggiva in Brasile»

Massimo Donati
Fondi Lega, il figlio del prestanome «Mio padre non fuggiva in Brasile»

Montecatini, Sostegni jr: «Mio babbo un capro espiatorio, è l’unico in carcere. Gli altri sono in vacanza»

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MONTECATINI

«Mio padre non stava scappando, non era un fuggitivo quando è stato arrestato. Stava per tornare a casa, in Brasile, per riprendere a lavorare dopo essere venuto a trovare la famiglia a febbraio rimanendo bloccato in Italia per colpa del Covid. Perché lui ha la cittadinanza brasiliana. Vive laggiù. Dove si guadagna da vivere lavorando come tutti». Mentre a Milano slitta alla metà della prossima settimana l’interrogatorio in procura di Luca Sostegni – il 62 enne montecatinese in carcere da mercoledì della scorsa setti in quanto ritenuto prestanome nel caso della compravendita a prezzo gonfiato di un immobile per la Lombardia Film Commission e arrestato nell’ambito dell’inchiesta con cui i pm milanesi danno la caccia ai 49 milioni della Lega – è il figlio Marco a prendere la parola. Senza entrare nel merito della vicenda giudiziaria, «ma per ristabilire la realtà delle cose su chi è mio padre». Sottolineando come non abbia mai fatto la “bella vita”, né in Italia e né in Brasile, dove, dopo una parentesi nella ristorazione con la gestione di una pizzeria, ad attenderlo non ha né ville né patrimoni nascosti. «Prima di trasferirsi in Brasile – spiega Marco Sostegni – mio padre faceva il commerciante di prodotti alimentari toscani per la ristorazione milanese ed è questo l’unico motivo del suo collegamento con Milano e delle conoscenze che ha là».

Il 62 enne montecatinese, che si trova recluso a San Vittore, ha deciso di cambiare difensore: a Vincenzo Lepre e Daniela Pulito è subentrato l’avvocato Giuseppe Alessandro Pennisi. Proprio per dare al nuovo legale il tempo di leggere gli atti finora depositati nell’indagine coordinata dal pm Stefano Civardi e dall’aggiunto Eugenio Fusco, l’interrogatorio in procura che si sarebbe dovuto tenere ieri è stato rinviato alla prossima settimana. Nell’inchiesta, oltre a Sostegni, sono indagati Michele Di Rubba, ex presidente di Lfc ed ex revisore contabile del Carroccio, e atri due commercialisti ritenuti vicini alla Lega, Michele Scillieri e Andrea Manzoni. Martedì mattina la Guardia di Finanza è andata negli uffici della Regione Lombardia per acquisire carte relative agli stanziamenti e ai flussi finanziari a favore della Lombardia Film Commission. Già caduta una delle accuse, Sostegni è accusato ora di peculato e di estorsione: avrebbe minacciato i tre professionisti di rivelare alla stampa i dettagli dell’operazione di compravendita a prezzi gonfiati. Mercoledì della scorsa settimana era stato bloccato dalla Finanza proprio dopo l’incontro avuto al riguardo con Scillieri. Sostegni ha fin da subito sostenuto che non si è trattato di un’estorsione ma di un compenso già pattuito per l’affare. «In questa vicenda – spiega il figlio Marco – mio padre è il capro espiatorio, colpevole o meno, l’unico che da mercoledì scorso si trova in carcere mentre gli altri indagati sono in vacanza. È l’unica persona che ci ha rimesso fino ad adesso. Ma sono più che convinto che molto presto uscirà da un luogo, la galera, che non gli appartiene. La giustizia farà il suo corso, nel mentre chiedo rispetto per i familiari». —

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