Il presidio
Il ministro Speranza annuncia: tamponi a campione agli studenti prima del rientro
FIRENZE. Se da una parte continua il braccio di ferro tra la ministra della Scuola Lucia Azzolina e i sindacati sulla capienza delle aule, il ministro della Salute propone test sierologici per i lavoratori della scuola e il tampone a campione per gli alunni. Lo ha confermato lo stesso Roberto Speranza, a margine di una visita all'azienda ospedaliero-universitaria di Careggi ieri mattina. Lo staff del ministero sarebbe già al lavoro per elaborare un modello matematico-statistico che potrà stabilire chi potrà fare il test prima di tornare dietro al banco a settembre.
«La ripresa delle scuole per me la cosa più importante ora, su cui mettere tutte le energie che ci sono - ha detto Speranza - Dobbiamo assumerci il tema di una relazione strutturata fra azienda sanitaria territoriale e scuola. E lo faremo a partire dai test e dal monitoraggio: test sierologici per tutti quelli che lavorano a scuola, e poi stiamo studiando un modello di test a campione di natura molecolare sulla popolazione scolastica».
Il test a campione, ha spiegato Speranza, «sarà costruito sul piano statistico con modelli scientifici su cui i nostri scienziati sono al lavoro».
L’idea di Speranza è quella di riattivare quel rapporto tra scuola e azienda sanitaria locale come esisteva negli anni ’60: «Investiremo nuove risorse affinché si torni a scuola. Nei mesi scorsi quella di interrompere l’insegnamento è stata la scelta più dolorosa. Lo abbiamo fatto per salvarci la vita. La chiave che stiamo individuando è una nuova relazione tra Scuola e Sanità: negli anni sessanta fu introdotta la medicina scolastica che successivamente, negli anni 90, a causa dei tagli, è stata annullata. Penso che sia stato un errore. Lavorerò per ripristinare questa relazione organica. Non possiamo scaricare la responsabilità su presidi e insegnanti che ogni giorno vivono dentro alle scuole. Dobbiamo sviluppare il tema di un’azione tra azienda sanitaria locale e scuola».
Se poi ci sarà a breve un ritorno dell’epidemia, una recrudescenza del contagio, il ministro rimane attendista e cita papa Francesco nella massima “peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla”: «Il nostro auspicio è lavorare affinché in un tempo breve la comunità scientifica internazionale sia in grado di dare un vaccino e cure adeguate in modo da risolvere in maniera definitiva questa battaglia - ha continuato il ministro - e su questo stiamo investendo energie; lo sforzo è teso affinché non si arrivi più a una chiusura totale ma questo dipende da noi».
In quest’ottica il Mes, il fondo di aiuti economici all’Italia dall’Europa è fondamentale: «Per me il Mes è un’opportunità: sto già lavorando a un piano di investimenti straordinario che serve al servizio sanitario nazionale: ci servono tutte le risorse possibili», ha concluso.
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