Il Tirreno

Toscana

Il centrodestra/ giorgia meloni 

«A sinistra solo retorica (e guinzagli) sulle donne»

Samuele Bartolini Maria Lardara
«A sinistra solo retorica (e guinzagli) sulle donne»

Il Toscana la leader di Fdi va all’attacco del Pd per lanciare la candidatura alla Regione di Susy Ceccardi: «Se vinciamo annulliamo la gara dei bus»

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firenze

Picchia duro Giorgia Meloni. E proprio dove fa più male alla sinistra. Le “donne al guinzaglio”, scivolone elettorale di Eugenio Giani, candidato presidente del centrosinistra. Poi la gara miliardaria della Regione per il trasporto pubblico, con l’inchiesta della magistratura in corso. E anche la cassa integrazione non pagata dal governo. Neppure agli artigiani (gli orafi) di Pontevecchio e ai loro dipendenti. Tra Firenze e Prato, insieme a Susanna Ceccardi (Lega) candidata per il centrodestra alla Regione, la leader di FdI non risparmia colpi al Pd.

«La Ceccardi al guinzaglio del leader Salvini? Giani ha usato una frase tremendamente infelice che tradisce un'idea che certa sinistra ha del ruolo delle donne in politica. Semmai è la Toscana al guinzaglio della sinistra e noi toglieremo a questa regione il guinzaglio del potere consolidato della sinistra». Poi Giorgia Meloni rincara: «A sinistra fanno tantissima retorica sulla presenza femminile, però poi l'unica presidente donna candidata nelle regioni al voto ce l'ha il centrodestra e l'unica donna leader di un partito ce l'ha il centrodestra (dice autocitandosi)». E citando, però, anche l’ex ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli al quale promette di intitolare la Tirrenica se mai in Toscana si riuscirà a finire il corridoio che deve collegare Cecina don Tarquinia (e che proprio in questi giorni il governo ha inserito fra le opere da commissariare). Già, il governo che «da marzo non paga la cassa integrazione a questi artigiani orafi su Ponte Vecchio».

Anche se l’affondo alla toscana arriva nel pomeriggio a Prato, dove la Meloni con Susanna Ceccardi va a incontrare i vertici di Cap, la cooperativa che fa parte del consorzio Mobit escluso dalla gara per il trasporto pubblico regionale. Già quando era venuta 14 mesi fa per sostenenere il candidato sindaco del centrodestra la leader di FdI denunciava: «Giù le mani dal Tpl, non diamolo ai francesi». Ora si presenta con uno striscione srotolato ai piedi della sede di Cap (piazza Duomo): «Bus esportato, cittadino fregato». Sottolineato da dichiarazioni forti: «Se fossero state fatte delle forzature per appaltare il servizio a una società straniera, sarebbe tradimento rispetto a un interesse nazionale. Questa gara va sospesa se non addirittura annullata».Le fa eco Susanna Ceccardi che ha le idee chiare su come comportarsi in caso di vittoria alle regionali: «Rifarei una nuova gara suddividendo gli ambiti». Quindi marcia indietro sull’affidamento del servizio ad Autolinee toscane (società fiorentina controllata dalla francese Rapt) e bandi differenziati per le varie zone della Toscana. Niente gestore unico ma un affidamento ripartito per ambiti territoriali, assecondando l’attuale gestione per aziende (molte delle quali con vertici espressione del centrodestra). —

Samuele Bartolini

Maria Lardara



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