Italia
Coronavirus, gli hotel sanitari sono vuoti: sulla costa 12 ospiti su 280 posti
In pochissimi finora hanno accettato l’isolamento nelle strutture convenzionate, per lo più usate per spostarci i convalescenti dagli ospedali. Ma ora l'ordinanza del governatore Rossi potrebbe imporre un aumento dei ricoveri
FIRENZE. Sono stati uno degli anelli deboli della strategia anti-Covid sebbene tutti gli esperti sostengano che potrebbero essere la chiave per spezzare le catene di contagio, il vero tappo da mettere all’onda più o meno lenta del virus. Nel periodo di massima diffusione di Covid19, fra marzo e aprile, in Toscana erano oltre 2.000 i posti disponibili negli hotel sanitari, ma solo 400 quelli occupati. L’idea di trasferirsi in un albergo, lontano dalla famiglia, non è mai piaciuta a nessuno. Adesso sono cattedrali nel deserto. Abitate da pochissime anime in pena.
Basti pensare che fino a ieri, quando ci sono finiti 9 bengalesi da Viareggio, in tutta l’area nord ovest erano appena 3 le persone ricoverate in un hotel sanitario fra la Lucchesia e la provincia di Livorno su un totale di 280 posti disponibili. Ma anche in tempi di picco, a fine aprile, non si è mai sfiorata la capienza: all’epoca si sono raggiunti i 140 ricoveri su 350 posti. Sono addirittura a zero ospiti gli alberghi convenzionati con l’Asl sud est. Nessun positivo è ricoverato in isolamento sebbene siano tre le strutture convenzionate con l’Asl: Hotel Sport College ad Arezzo con 19 posti, il residence Tombolo a Grosseto con 30 posti, e l’hotel Porta Romana a Siena da 14 posti, l’unico ancora attivo. Una ventina i ricoverati nella Asl Centro.
Certo, sono appena 318 le persone in isolamento domiciliare in tutta la Toscana. E finora la prassi è stata quella di utilizzarli come reparti di cure intermedie, inviandoci chi doveva negativizzare il virus dopo la guarigione clinica in ospedale, non gli asintomatici. O almeno, è stato difficilissimo convincere i contagiati a trasferirsi in una struttura isolata da casa, sebbene da mesi epidemiologi e virologi ricordino che uno dei luoghi di maggiore contagio è proprio la famiglia (dall’inizio dell’emergenza il 35,7% delle infezioni è arrivato da lì, nell’ultima settimana la percentuale è salita addirittura al 57,9%).
Perché? Perché non c’era un obbligo e in Italia la Costituzione vieta, se non in alcuni casi, il Tso (trattamento sanitario obbligatorio). Adesso il governatore Enrico Rossi, con l’ultima ordinanza, ha varato una stretta. Le Asl hanno il compito di proporre ai positivi la soluzione dell’albergo, altrimenti la decisione è demandata ai sindaci che, in forza del testo unico degli enti locali del 2000, possono firmare ordinanze urgenti per tutelare la salute pubblica in caso di emergenze sanitarie e dunque imporre il trasferimento. Chi si rifiuta rischia una multa da 500 a 5000 euro. Così ieri a Viareggio, seppure dopo alcune resistenze iniziali, i bengalesi hanno accettato di attendere il tampone negativo in un hotel a Lucca. Per quanto? Impossibile dirlo. C’è chi per eliminare il virus dall’organismo ha impiegato anche tre mesi. —
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