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Trecento medici saranno assunti in Toscana prima di specializzarsi

Samuele Bartolini
Trecento medici saranno assunti in Toscana prima di specializzarsi

Accordo tra Regione e Università, posti nelle Asl e negli ospedali a Firenze, Pisa e Siena. Prima il contratto a termine, poi quello a tempo indeterminato dopo aver concluso il percorso di studi

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Firenze. E' la carica dei 300 giovani dottori specializzandi, numero determinato dal fabbisogno di personale sanitario registrato quest’anno: saranno loro i primi ad essere assunti nelle Asl e nei vari enti del servizio sanitario regionale. E' indubbio, l'emergenza sanitaria ha aperto gli occhi alle istituzioni sui giovani affamati di lavoro e stavolta – lo possiamo dire - niente cervelli in fuga all'estero. Ora ce li immaginiamo belli pronti. Allora occhio al calendario perché il conto alla rovescia è già scattato. Entro il 31 dicembre 2022 medici e veterinari specializzandi dal terzo anno in poi (che già in Toscana possono partecipare ai concorsi), una volta risultati idonei e collocati nelle relative graduatorie, potranno essere subito assunti e ottenere un contratto a tempo determinato nelle Asl e negli altri enti del servizio sanitario toscano: Ispro, Fondazione Monasterio e le quattro Aziende ospedaliero universitarie di Santa Chiara (Pisa), Careggi (Firenze), Meyer (Firenze) e Le Scotte (Siena). E' un'opportunità in più rispetto alle borse di studio e agli incarichi professionali, finalizzata a rendere meno precario il percorso dei nuovi medici specialisti.

E' quanto prevede l'accordo firmato dal presidente della Regione, Enrico Rossi, e dai rettori delle tre università toscane che sono rispettivamente Paolo Maria Mancarella per l'Università di Pisa, Luigi Dei per l'Università di Firenze e Francesco Frati per l'Università di Siena. L'intesa è stata possibile – paradossalmente - “grazie” al Covid. Lo tsunami sanitario che ha travolto il Paese ha dato una scossa alle istituzioni spingendole ad allargare le maglie delle leggi nazionali e regionali per le assunzioni in sanità. Ci si è detti: i giovani dottori – medici e veterinari che siano – meglio tenerseli stretti in Italia e in Toscana che costringerli ad andarsene all'estero come in passato. Il provvedimento interesserà almeno il 50% degli attuali specializzandi, andando a colmare il fabbisogno attualmente espresso dalle Asl (hanno contato circa 600 specializzandi per il 2020). Sono le aziende sanitarie, infatti, a determinare il numero dei giovani dirigenti medici da reclutare annualmente, tramite il superamento di prove concorsuali, sulla base del fabbisogno di specialità riscontrato nelle strutture ospedaliere e in quelle territoriali per la copertura di tutte le discipline.

Ma non finisce qui. Una volta finito il contratto a tempo determinato (a tempo parziale per permettere agli assunti di concludere gli studi di specializzazione) i medici e i veterinari potranno accedere tramite concorso a un posto di lavoro a tempo indeterminato. E' il “mitico” contratto “a vita” che da almeno un decennio a questa parte i giovani, e non solo, vedono col lumicino. Soddisfatto il presidente Enrico Rossi: «La Toscana è stata tra le prime Regioni a muoversi in questa direzione, dando indicazioni precise alle Aziende sanitarie per risolvere problemi di organico e fronteggiare l'emergenza determinata dal Covid. Già un anno fa abbiamo investito nella formazione di 132 medici tramite apposite borse di studio, facendo salire a 804 i posti disponibili sul territorio regionale. Oggi diamo concretezza a un impegno preso anche con le rappresentanze dei giovani specializzandi che hanno legittimamente espresso timori e preoccupazione per il loro futuro».

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