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La replica di Salvini a don Biancalani: "Saremo noi a denunciare"
Il leader della Lega risponde all'annuncio del parroco di Vicofaro di denunciare Salvini e Ceccardi per frasi che considera diffamatorie
“Saremo noi a querelare il “don”, per tutelare il buon nome dei parrocchiani e degli uomini di Chiesa che non vogliono essere accostati a episodi di criminalità, illegalità e sfruttamento”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini, dopo che don Biancalani ha annunciato querela per i commenti ad alcuni episodi di cronaca degli ultimi giorni. In particolare c’è stato il caso di un nigeriano, ospite del don, accusato di essere uno spacciatore.
Due le frasi incriminate.
“L’ospite del prete toscano che canta “Bella Ciao” in chiesa – ha scritto il capo della Lega – adora i clandestini e vorrebbe accogliere tutta l’Africa in Italia? Spacciava e usava il confessionale come nascondiglio! Bel modello di “integrazione”, proprio un bell’ambientino, complimenti”. Qui il soggetto è il nigeriano Frank Oj, arrestato per spaccio, anche se il bersaglio è don Biancalani. E non sembra che ci siano gli estremi per la diffamazione. Più a rischio le parole della Ceccardi, che ha scritto: “Biancalani è riuscito nell’impresa di trasformare un luogo di culto in un luogo di spaccio”. In realtà lo spaccio di cui è accusato il nigeriano, se verrà provato, avveniva altrove e dunque qui potrebbe esserci un reato di diffamazione.
«Sono due affermazioni un po’ diverse - ammette l’avvocato Fausto Malucchi - ma secondo noi anche nel caso di Salvini si è superato il limite».
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