La pm del Forteto: "Io sola piangevo leggendo gli atti, ma molti colleghi mi hanno tolto il saluto perché indagavo"
Ornella Galeotti risponde alle domande della commissione parlamentare sulla setta degli orrori guidata da Fiesoli, condannato per abusi sessuali su minori e maltrattamenti in via definitiva. "Mai visto cose del genere. una coltre di consenso che non si riusciva a colpire, anche dopo la sentenza"
FIRENZE. "Ricordo l'estate in cui ho letto le carte, estate passata spesso a piangere nella mia stanza quando leggevo gli atti riguardanti questi bambini mandati al Forteto". Non le è mai capitato si sprofondare in un gorgo di solitudine e orrore durante un'indagine, dice Ornella Galeotti di fronte ai parlamentari riuniti nella commissione d'inchiesta sulla setta del profeta. Eppure nessuno le stava accanto. Anzi molti colleghi la scansavano, la ignoravano, quasi come se la colpa fosse sua, quella di aver osato scalfire la campana di ventro sotto cui partiti, magistratura e potere in Toscana avevano protetto la comunità di Rodolfo Fiesoli, il guru della comunità di Vicchio condannato a 14 anni in via definitiva per aver abusato e maltrattato bambini, bambine, ragazzi e ragazze nella fattoria del Mugello. Un'oasi felice per i figli "abbandonati" del sistema degli affidi, hanno fatto credere per anni i tribunali dei minori; un inferno di violenze, si è scoperto dopo oltre 30 anni.
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Galeotti s'è seduta davanti alla commissione parlamentare d'inchiesta e ha raccontato le difficoltà incontrate nella copnduzione delle indagini. "Mi sono sentita molto sola - ha affermato Galeotti rispondendo alle domande dei parlamentari -. Molti colleghi mi hanno tolto il saluto, sono diventata il soggetto deviante nell'ambiente fiorentino" giudiziario. "Ho visto cose accadere in questo processo - ha aggiunto - che non ho visto durante il servizio prestato in Calabria", dove "questo genere di pressioni e di atteggiamenti non mi è mai capitato". Intorno al Forteto, ha aggiunto ancora, c'era "una coltre di consenso che non si riusciva a colpire, anche dopo la sentenza".
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"Ho avuto l'appoggio dal 2014 del capo del mio ufficio che è stato importantissimo - ha detto ancora Ornella Galeotti -, il quale ha voluto dare segni di presenza nel processo ed è venuto in udienza varie volte. Poi ci sono stati colleghi, pochi, che mi hanno sostenuta sul piano personale". Tuttavia, ha dichiarato ancora il magistrato, "complessivamente c'era la sensazione, e qualcuno me lo ha anche detto, che era tutta una sciocchezza, che io ero un'ingenua" e che le presunte vittime "erano dei calunniatori che avrebbero gettato la maschera". Per la vicenda del Forteto sono stati condannati il fondatore Rodolfo Fiesoli e i suoi collaboratori più fidati. Fiesoli sta scontando nel carcere di Padova una condanna a 14 anni e 10 mesi per maltrattamenti e abusi sessuali anche sui minori.
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