Il presidio
«Gli alberghi riaprono a pezzi o restano chiusi Prenotazioni a rilento»
Per veder partire la stagione invocano il caldo torrido, nella speranza che possa servire ad abbattere ulteriormente i contagi da Covid19 e di conseguenza consenta di allentare distanziamento e misure igienico sanitarie imposte nelle strutture alberghiere, che di certo non invogliano i turisti a venire in vacanza. I titolari degli hotel fra Castiglioncello e San Vincenzo concordano sul fatto che il mese di giugno è stato una debacle. «Desolante – spiega senza mezzi termini Enrico Colombaioni, presidente dell’associazione albergatori Terre di Rosignano e titolare del Piccolo Hotel a Rosignano-, le strutture sono rimaste semivuote anche per colpa di un clima quasi invernale».
Solo da questo fine settimana le presenze hanno fatto segnare una ripresa. «Anche se si tratta soltanto dei week end – dice Roberto Paffi, titolare dello storico hotel Villa Marcella a San Vincenzo e presidente di Federalberghi Costa Etrusca – perché durante la settimana è tanto se do via dieci delle cinquanta camere disponibili. Addirittura in Val di Cornia qualche albergo ha deciso di aprire a step, adesso il piano terra e poi, sulla base delle prenotazioni, le camere ai piani superiori». In realtà c’è anche qualche struttura, come l’hotel Lido sul lungomare di Vada, che ha preferito restare chiuso per l’intera estate.
Quanto alle prenotazioni per luglio ed agosto, come spiega Maria Grazia Ranieri, titolare dell’hotel Massimo a Cecina e vicepresidente associazione albergatori cecinese, «vanno molto lente, chiamano in tanti però non prenotano mai subito. Credo che andremo sempre di più verso un turismo dell’ultimo momento, soggiorni brevi e non organizzati prima».
ANNA CECCHINI
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