Il Tirreno

Toscana

«Giugno un disastro male luglio e agosto: gli hotel al 30-35%»

SABRINA CHIELLINI

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«A Pisa la situazione è drammatica e, come avevamo previsto, la ripresa sarà molto più lenta (rispetto alle altre categorie commerciali) e con serie difficoltà economiche, visto che rimettere in moto un albergo comporta dei costi molto alti che solo con una occupazione minima del 60/70% possono essere coperti». Andrea Romanelli, presidente Federalberghi Pisa e Provincia, titolare dell’hotel La Pace, non è ottimista. «Nel mese di giugno abbiamo avuto un 70/80% delle strutture ancora chiuse, qualcuno aprirà a luglio, altri a settembre. Dopo l’apertura delle frontiere pensavamo di vedere qualcosa in più ma il traffico aereo è sempre fermo. Gli stranieri non ci sono. Si è leggermente ripreso il turismo sanitario, c’è in giro un minimo di clientela business (gli effetti dello smartworking) e rare presenze di coppie o famiglie». Se gli alberghi lavorano meglio durante la settimana, nel weekend «siamo in assoluta controtendenza con il dato storico della nostra città» con pochissime presenze. E le prenotazioni non arrivano. «Anche di luglio e d’agosto raggiungeremo al massimo occupazioni del 30/35%. Sul litorale le cose vanno leggermente meglio, sicuramente non ci sarà il pienone degli anni passati». Per quanto riguarda Pisa Federaberghi pensa che la ripresa ci sarà nell’uLtimo trimestre. Mentre, per vedere una parvenza di normalità si dovrà arrivare a marzo/aprile del 2021». Con perdite di milioni di euro. «E se non vengono sostenute le strutture ricettive, ne risentirà l’intera filiera turistica, lo dimostra il fatto che la maggior parte delle attività di via Santa Maria sono ancora chiuse». —

SABRINA CHIELLINI

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