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Gara per il trasporto pubblico in Toscana, Rossi indagato: "Accuse ridicole". I sindaci leghisti: "Fatti da parte"
Post del governatore su Facebook: "Esposto fatto dalla cordata di imprese che ha perso la gara regionale". Sul caso va all'attacco Matteo Salvini: "Una vergogna". Ci sono altri 6 indagati
FIRENZE. Il governatore toscano Enrico Rossi è indagato a Firenze nell'ambito dell'inchiesta per la gara regionale per il tpl, bando da 4 miliardi per 11 anni. L'accusa nei suoi confronti è turbativa d'asta. Accuse "infamanti e ridicole. Aspetto il momento giusto per procedere a querelare i calunniatori" scrive Rossi oggi con un post su Fb, facendo riferimento all'esposto "fatto dalla cordata di imprese che ha perso la gara" e che mette "sotto accusa oltre a me, l'intera commissione regionale e i dirigenti del settore mobilità".
Nel pomeriggio il sindaco di Pisa, Michele Conti, anche a nome degli altri sindaci toscani della Lega, ha chiesto a Rossi di fare "un passo indietro". "L'inchiesta gravissima che lo riguarda sulla gara per il trasporto pubblico locale, un bando da 4 miliardi, impone chiarezza - dice Conti in una nota - In attesa di far luce su tutti i passaggi non chiari al centro delle indagini, Enrico Rossi si sospenda da ogni incarico: questo chiedono i toscani stanchi della solita vecchia e dannosa politica".
CHI SONO GLI INDAGATI
Secondo quanto rilevato dal suo difensore, l'avvocato Gaetano Viciconte, l'intervista finita nel mirino della procura sarebbe stata rilasciata dopo che era gi stata effettuata l'attribuzione dei punteggi da parte della commissione di gara, sia per quanto riguarda l'offerta tecnica che per quella economica. Oltre a Rossi gli indagati sono due funzionari della Regione Toscana, Riccardo Buffoni, 61 anni, e Ivana Malvaso, 61enne, e i componenti della commissione giudicante: Mario Sebastiani, 76 anni, Stefano Pozzoli, 57, Patrizia Lattarulo, 59 anni, dirigente dell'area di ricerca economica pubblica e territorio di Irpet, e Gabriella Rorandelli, 51enne, dirigente dell'area trasporto pubblico delle Regione Liguria.
LA DIFESA DI ROSSI
La gara per il trasporto pubblico su gomma è stata vinta da Autolinee Toscane (gruppo francese Ratp), battuta Mobit, consorzio di imprese toscane. "A volte - scrive il governatore nel suo post - ricevere un avviso di garanzia è segno del fatto che si fanno cose importanti a favore dei cittadini e che si toccano interessi che non vogliono mettersi da parte e accettare gli esiti di gare regolari e trasparenti. Mi era già accaduto per la realizzazione dei quattro nuovi e moderni ospedali di Massa, Lucca Pistoia e Prato, che hanno contribuito in modo detetrfmibante a gestire bene in Toscana la lotta contro il Coronavirus. Ora è capitato nuovamente a causa di un esposto fatto dalla cordata di imprese che ha perso la gara regionale per il trasporto pubblico locale su gomma. Questa associazione di imprese non solo ha strumentalmente usato la giustizia amministrativa perdendo regolarmente tutti i ricorsi, facendo così ritardare il contratto con l’impresa vincente e quindi la partenza del servizio ma, come ultimo colpo di coda per bloccare le regolari procedure, ha fatto anche un esposto alla procura mettendo sotto accusa oltre a me, l’intera commissione regionale e i dirigenti del settore mobilità".
Il governatore della Toscana prosegue. "Per quanto mi riguarda l’accusa è di avere rilasciato, il 13 novembre 2015, dichiarazioni sull’esito provvisorio della gara, prima della sua conclusione formale. In realtà, coloro che hanno presentato l’esposto nascondono il fatto che la notizia già da un mese era di pubblico dominio e che la stampa e le agenzie nazionali l’avevano ampiamente riportata, poiché la seduta della commissione per l’apertura delle buste era stata pubblica, come prevede la legge, e quindi tutti erano a conoscenza del risultato. La cosa più vergognosa e triste di questa vicenda è che con la strumentalizzazione della giustizia amministrativa e ora persino di quella penale si è sviluppato un contenzioso che ha ritardato di almeno 4 anni la partenza del nuovo servizio di trasporto pubblico locale, provocando un danno alle casse regionale di due milioni di euro per ogni mese, e impedendo ai cittadini di beneficiare da anni di un trasporto pubblico locale moderno e con autobus nuovi".
L'AVVOCATURA DELLA REGIONE
"L'intervista rilasciata dal presidente Rossi ad Askanews del 13 novembre 2015 si è tenuta quando l'esame delle offerte con l'attribuzione dei punteggi era stato concluso. Infatti la seduta pubblica di gara nell'ambito della quale stata data lettura dei punteggi attribuita all'offerta tecnica ed anche economica del 14 ottobre 2015; in quella seduta risultata vincitrice Autolinee Toscane. Quindi, da quel momento in poi, era nota a tutti la collocazione di At al primo posto in graduatoria". Lo precisa l'avvocatura della Regione Toscana. "L'esame del Piano economico e finanziario (Pef) è proseguito nei giorni successivi - sottolinea l'avvocatura regionale in una nota - ma trattandosi di documento a corredo dell'offerta e non oggetto di punteggio, non avrebbe prodotto cambiamento alcuno sul punteggio definitivo assegnato ai due concorrenti nella seduta pubblica del 14 ottobre 2015". "Nelle sedute del 17 e 24 novembre 2015 - prosegue la nota -, la commissione ha ritenuto nella sua discrezionalit tecnica che i due Pef fossero entrambi corretti. Il giudizio stato anche motivato nel verbale".
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L'ATTACCO DI SALVINI E MELONI
Sul caso è intervenuto anche Matteo Salvini: "Vergogna in Regione Toscana, il maxi appalto da 4 miliardi assegnato ai francesi (e gi questo grida vendetta) finisce sotto inchiesta, indagato anche il governatore di sinistra. I cittadini toscani meritano di meglio", dice il leader della Lega. Gli fa eco Giorgia Meloni: "L'inchiesta sulla gara del Tpl in Toscana, che oggi vede indagato anche il presidente della Regione Rossi, conferma che Fratelli d'Italia aveva ragione a pretendere chiarezza. Siamo stati i primi a sollevare dubbi su un appalto miliardario che ha di fatto consegnato in mani francesi il trasporto pubblico locale toscano. Quando ho incontrato a Prato i vertici della cooperativa Cap ho potuto constatare di persona i tanti aspetti poco chiari di una gara che abbiamo criticato fin dall'inizio. Spetterà alla magistratura verificare se sono stati commessi reati o meno ma noi continueremo a tenere accesi i riflettori sul caso, nell'interesse dei cittadini toscani", dice la leader di Fdi
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