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Frecciarossa puntuale nel debutto sulla costa Giani: ora l’Alta Velocità
ma i pendolari: una beffa, stessi tempi e prezzi più alti
Alla fine è arrivato: ieri il primo Frecciarossa proveniente da Milano e diretto a Roma ha fatto il suo debutto lungo la linea Tirrenica. Ha toccato la Versilia, Pisa, Livorno, Grosseto e ha proseguito per l’Argentario facendo due tappe a Orbetello e Capalbio.
A salire a bordo anche il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani che è salito alla stazione di Forte dei Marmi ed è sceso a Viareggio per un omaggio alle vittime della strage ferroviaria. «È un momento importante – ha detto Giani – nella speranza che sia di stimolo alla realizzazione dell’Alta Velocità sulla linea Tirrenica. Prima occorre fare l'infrastruttura, creare le condizione affinché i binari possano vedere sfrecciare i treni a 250 o 300 all'ora, poi possono arrivare i treni con le caratteristiche dell’AV. Questo è il primo passaggio. La ministra De Micheli ha previsto – continua Giani – che fra le principali opere da realizzare con la semplificazione burocratica vi sia anche l’Alta Velocità sull’asse costiero fino a Genova. Speriamo che la prossima legislatura sia quella in cui tagliamo il nastro di questo potenziamento ferroviario che significa vitalità, sviluppo e crescita delle infrastrutture in Toscana».
Il Frecciarosa ha continuato il percorso e a Grosseto è arrivato puntuale alle 18,23, ripartendo per Orbetello e toccando Capalbio dopo 9 minuti di viaggio. Nessun pienone nel primo giorno di vita del convoglio. «Il Frecciarossa 1000 unirà tutti i giorni le due principali città italiane con la costa tirrenica, dalla Versilia all’Argentario», ha spiegato Trenitalia sottolineando i collegamenti “diretti” dalle capitali alle località turistiche, in un’ottica di rilancio turistico. Capalbio e Forte dei Marmi sono entrambe due “prime assolute” in tal senso, mai toccate prima neppure da un Frecciabianca. Ma intanto in Maremma il Comitato pendolari scalpita, sottolineando come non sia tutto oro quel che luccica. Per i viaggiatori maremmani diretti ogni giorno per lavoro a Roma, Pisa o Livorno si tratta di una beffa: «Questi Frecciarossa alla fine si trovano ad avere un tempo di percorrenza identico ai Frecciabianca, ma con un costo del biglietto più alto. È come se prendessimo una Ferrari facendola viaggiare alla velocità di una macchina di media cilindrata, con i costi della Ferrari». Nel frattempo, dopo il lockdown non sono stati ancora ripristinati due Frecciabianca che circolavano sulla Tirrenica sulla tratta Roma-Genova.
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