Muriel tenta la “fuga” «Vuole vendere, Speranza intervenga»
FIRENZE
Per quanto nei comunicati ufficiali prometta ai clienti lasciati senza denti e molte rate da pagare di correre e lavorare senza sosta per riaprire gli ambulatori, nella realtà Dentix finora avrebbe fatto di tutto per darsela a gambe dall’Italia e dalla Toscana.
Lo raccontano due diverse interrogazioni al ministero del Salute appena presentate dal forzista Stefano Mugnai e da Riccardo Zucconi di Fratelli d’Italia alla Camera dopo le inchieste del Tirreno. Nelle richieste di chiarimento e di intervento a Roberto Speranza, i due deputati sottolineano come a destare allarme per i cittadini, ma anche per i lavoratori del network spagnolo di cliniche odontoiatriche sparse per il mondo, ci sia una crisi economica ormai conclamata, che dal vantare 15 milioni di utili nel 2018 l’ha portata ad un passivo di oltre 160 milioni, accumulati per lo più proprio con le banche. E che i 57 ambulatori disclocati nel Paese (5 in regione fra Viareggio, Massa, Lucca, Empoli e Prato) difficilmente riapriranno - come invece promesso in una lettera ai clienti pubblicata sul sito dall’amministratore delegato Angel Lorenzo Muriel - lo dimostra un tentativo di “fuga” appena fallito.
Perché se è vero che «a marzo scorso Dentix aveva presentato la richiesta di un concordato preventivo in Spagna», sottolineano Mugnai e Zucconi, lo è altrettanto il fatto che non solo «ha già venduto le cliniche in Portogallo, ma ha anche già messo in vendita quelle italiane, senza trovare ancora un acquirente». Se mai dovesse riuscirci, che ne sarà dei contratti stipulati dai clienti di Dentix e della loro salute? Saranno tutelati e curati da chi subentra o quei contratti saranno carta straccia? E il governo come pensa di tutelare «in Italia tutti i pazienti danneggiati dalla “Dentix”, che ad oggi si trovano con molti soldi anticipati e senza aver risolto neanche i propri problemi di salute?», chiede il deputato e coordinatore regionale azzurro. Speranza, inoltre, «intende procedere ad una riforma del settore odontoiatrico che preveda da un lato maggiori investimenti statali e dall’altro una maggiore regolazione del settore privato, oggi sempre più sotto scacco di aziende poco affidabili?», chiede Zucconi. Sì perché la legge, per ora, consente anche alle società di capitali di operare sul mercato, appoggiandosi a finanziarie e banche per offrire “pacchetti” dentali scontati alle famiglie.
«La totale incertezza sul futuro di Dentix Italia è solo l’ultima di tante notizie che hanno contraddistinto questa azienda. Sono tantissime, infatti, le denunce (riprese anche da Federconsumatori) che evidenziavano episodi di malasanità (anche in Toscana), procedure lente, continui rimandi ed interventi sanitari pare non necessari e inappropriati». Tradotto: ci sono presone a cui dentisti e medici della catena hanno prospettato ed eseguito l’estrazione di tutti i denti per l’impianto di una dentiera, e in queste settimane, rivolgendosi ad altri professionisti, hanno scoperto che ne avrebbero potuto fare a meno. Chiusi con il lockdow, gli ambulatori per ora non hanno riaperto, gettando nello sconforto centinaia di persone. «Queste persone rischiano adesso di dover pagare alle finanziarie le rate residue per un lavoro che non sarà mai eseguito», chiede Mugnai tirando in ballo anche il loro ruolo. Cosa faranno? Sospenderanno i mutui e restituiranno i soldi o intraprenderanno un’azione legale contro Dentix? Da giorni proviamo a chiederlo a Cofidis, Fiditalia, Deutsche Easy Bank e Agos, ricevendo una risposta “formattata”: «Stiamo vagliando la posizione di ogni singolo cliente».
Ma in bilico ci sono anche 400 lavoratori in tutta Italia. Al governo e a Speranza Mugnai e Zucconi chiedono anche di loro e come «pensa di proteggere centinaia di persone che rischiano di restare senza lavoro improvvisamente».
Mario Neri
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