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Infermieri in piazza contro la Regione: "Chi si è ammalato non avrà il premio"
Firenze, 300 persone protestano davanti al palazzo della Presidenza: noi dimenticati
Quaranta paia di scarpe mediche di fronte al palazzo della Regione, quaranta come quelle indossate dagli infermieri che hanno perso la vita ammalandosi in corsia. E trecento colleghi in piedi, a debita distanza, a ricordarli e a ricordare le promesse mancate di governo e Regione. O quelle che definiscono «un’offesa morale» per chi contro il virus ha combattuto fino ad ammalarsi e adesso di vede privato di ogni riconoscimento. Così ieri circa 300 infermieri si sono radunati di fronte alla sede della Regione Toscana per un flashmob organizzato a Firenze dal sindacato Nursind per ricordare con 40 paia di scarpe gli altrettanti infermieri morti dall'inizio dell'emergenza coronavirus. «Ci hanno chiamati eroi e ci hanno già dimenticati», ha affermato Giampaolo Giannoni, segretario Nursind Toscana, lamentando come dal Dl Rilancio sia scomparso il previsto bonus di 100 euro per aprile.
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Non solo. Gli infermieri del Nursind rimproverano a Enrico Rossi di aver dimenticato «i colleghi che si sono ammalati di coronavirus sul lavoro, perché è riconosciuto il premio regionale previsto per il personale sanitario unicamente a chi poteva timbrare il cartellino ed escludendo chi era in malattia. A stare all’accordo raggiunto con i sindacati (Cgil, Cisal e Uil), medici e infermieri riceveranno un premio in base alle fasce di rischio e ai turni eseguiti dal 17 al 30 aprile: 45 euro a turno a chi lavorava in reparti Coivid, 25 e 20 per gli altri. Ma nulla è previsto per chi, a causa della malattia, non è stato al lavoro. «Abbiamo già avuto modo di denunciare i criteri iniqui e finanche irrispettosi con cui la Regione ha stabilito la premialità per il settore sanitario, senza neanche ascoltare la nostra posizione come sindacato rappresentativo delle professioni infermieristiche».
Il flashmob di Firenze sarà replicato nelle prossime settimane a Milano e Roma.—
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