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I timori del professor Sani: "Bene il lockdown, ma il virus non si è esaurito e non c'è ancora una terapia"

I timori del professor Sani: "Bene il lockdown, ma il virus non si è esaurito e non c'è ancora una terapia"

Il primario di Malattie infettive critica le riaperture tra le regioni: "Troppo frettolose, bisognava distinguere. Hanno pesato gli interessi economici". E boccia l'Oms: "Sbaglia sulla clorochina , deludente in questa pandemia"

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LIVORNO. Il lockdown ha funzionato ma non bisogna abbassare la guardia, come dimostra un recente nuovo ricovero. Ed è azzardato dire che il virus si è indebolito. Sbaglia poi l’Oms a bocciare l’idrossiclorochina che si è rivelata efficace in certe situazioni. Quanto alle riaperture, "arrivano dietro le pressioni del mondo economico, ma c'è il rischio di rendere vani i sacrifici fatti fin qui ed  è importante che si mantengano le precauzioni". Spartaco Sani, primario di Malattie infettive dell’ospedale di Livorno e responsabile delle malattie infettive per l’Asl Toscana nord ovest, fa il punto della situazione nella fase 2 della battaglia contro il  coronavirus, alla vigilia del ritorno alla quasi normalità, con la libera circolazione anche tra le regioni.

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"Anche nella nostra area i casi sono in evidente diminuzione ma, nel reparto Covid sono ricoverate ancora 6 persone ed altre 5 nelle cure intermedie, questi pazienti hanno problematiche di salute diverse ma sono anche positivi al Covid. Purtroppo - prosegue Sani -  nei giorni scorsi abbiamo ricoverato un nuovo paziente in rianimazione che ha manifestato  una forma con grave impegno respiratorio, per questo abbiamo dovuto riaprire la parte dedicata al coronavirus.  Ciò significa che al di là delle diverse dichiarazioni, a mio avviso azzardate, sul fatto che il virus si sarebbe attenuato, mi preme ribadire che il virus è sempre lo stesso e continua ad essere in grado di produrre gli stessi danni che ha causato fino ad oggi".   

Comunque ha funzionato sicuramente il lockdown "perché ha limitato la diffusione del virus con la conseguente  riduzione dei casi, portando all’equazione meno casi in generale, meno casi gravi". 

Le riaperture. "Non voglio creare né preoccupazioni né allarmismo - dice il primario - Ma è chiaro che le riaperture avvengono solo per motivi economici, certo importantissimi, ma non si è atteso il contagio zero. I sacrifici fatti in questi due mesi e mezzo hanno dato risultati importanti, con le riaperture anticipate è possibile che tutti questi sacrifici vengano vanificati. Per evitare che accada è importante che le misure di distanziamento siano mantenute e rispettate. Penso che la riapertura di tutte le regioni sia prematura ed in particolare di quelle regioni dove ancora vi è una diffusione significativa del virus. Qualche settimana di ritardo poteva essere estremamente utile. Una ripresa dell’epidemia ed una nuova ondata sarebbe un disastro. Siamo tutti molto stanchi, l’impegno di tutti gli operatori sanitari in questa emergenza è stato enorme e dover ripartire con le stesse modalità della fase epidemica avrebbe conseguenze, sul personale, anche di tipo psicologico".

I nuovi focolai. "Anche il rapido riconoscimento ed in controllo sul territorio degli eventuali focolai, certamente necessario, non è né semplice né scontato, richiede un impegno notevole di risorse sul territorio e in ospedale. La rapidità nell’individuare i contatti sui nuovi casi, il loro isolamento, l’esecuzione a tappeto dei tamponi sono essenziali in queste circostanze, e non tutto è così semplice".

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Clorochina e idrossiclorochina: "l'Oms ha sbagliato". L'Organizzazione mondiale della sanità ha sospeso la sperimentazione di clorochina ed idrossiclorochina perché non ne è stata documentata l’efficacia mentre si sarebbero verificati importanti effetti collaterali. Ma Sani la pensa diversamente:  "Personalmente non sono convinto della presa di posizione dell’Oms, relativamente all’impiego della clorochina. Tale opinione si basa su dati relativi a pazienti ospedalizzati e quindi con malattia avanzata. L’utilizzo che abbiamo fatto della clorochina e della idrossiclorochina è stato prevalente, nell’ultimo periodo della fase epidemica, in pazienti sintomatici in fase iniziale e al loro domicilio, lo scopo è stato quello di prevenire la progressione verso forme più gravi. E’ vero che non abbiamo nessuna dimostrazione che questo scopo sia stato raggiunto e che si siano verificati  meno casi gravi grazie alla idrossiclorochina e che questa  possa avere avuto un ruolo, ma non abbiamo nemmeno nessuna dimostrazione del contrario e non abbiamo avuto né noi, né altri in Toscana, a quanto mi risulta, evidenza di effetti collaterali importanti, anche quando è stata associata all’azitromicina. L’idrossiclorochina e forse l’eparina, sono le uniche risorse, attualmente disponibili, nelle fasi iniziali, sicuramente la loro utilità è ancora da dimostrare, come è da dimostrare l’utilità di tutto quello che abbiamo utilizzato fino ad oggi. Sono convinto che prima di interromperne l’uso, limitatamente ai casi  in fase iniziale e a  domicilio, avrei preferito avere certezza sulla  sua inutilità.  L’Oms, nell’epidemia Covid, in ripetute occasioni non ha brillato".

"Preoccupato per le nuove ondate".  Il professor Sani conclude con una preoccupazione: "Si, sono preoccupato perché di fronte ad eventuali nuove ondate, oltre all’impegno e al disagio per tutto il sistema sanitario e per i cittadini, a oggi non abbiamo ancora soluzioni terapeutiche certe. E' bene esserne consapevoli".

 


 

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