Il presidio
I due superstiti Cavalieri della Germania
Eccidio di Sant’Anna, per la prima volta lo Stato tedesco insignisce le vittime di stragi con la massima onoreficenza
STAZZEMA
Dopo la medaglia che ricevettero a Roma nel 2010 dal ministro Friedrich Dauble, il titolo di cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica federale di Germania. Per Enrico Pieri ed Enio Mancini, rispettivamente 86 e 82 anni, due dei sopravvissuti all’eccidio di Sant’Anna di Stazzema nel quale il 12 agosto 1944 i nazisti trucidarono 560 civili, un’altra onorificenza in nome della riconciliazione da parte della nazione che nel secolo scorso incendiò l’Europa. Un’alta onorificenza, che lo Stato tedesco assegna per la prima volta a vittime di stragi nazifasciste, «per le particolari benemerenze acquisite verso la Germania» - questa la motivazione ufficiale - ovvero per la speranza di pace che Pieri e Mancini hanno testimoniato tutta la vita: il segno che il lavoro che qui, nel cuore della Versilia, è stato fatto negli anni per tenere viva la memoria di quella tragedia in nome della giustizia invece che della vendetta ha saputo superare rancori, abbattere steccati, aprire orizzonti.
La notizia del riconoscimento è stata comunicata a Pieri e Mancini tramite lettera dall’ambasciata tedesca. Lettera che non rimanda a un appuntamento già fissato. La data della cerimonia sarà decisa quando l’emergenza covid lo consentirà. Si terrà, come chiesto da Pieri, a Sant’Anna. «Non me la sento di affrontare un viaggio» ha spiegato. —
LUCIANO MENCONI
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