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IL CASO

Il Tar rimette in tv Panzironi, «purché non parli di Covid»

Ilaria Bonuccelli
Il Tar rimette in tv Panzironi, «purché non parli di Covid»

Il tribunale del Lazio sospende l’oscuramento del Cercasalute deciso da Agcom ma con un limite: «Niente contenuti sulla pandemia che generino disinformazione»

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Agcom, lo oscura. E il Tar del Lazio lo rimette in onda. Almeno per ora. Ma con un divieto: Adriano Panzironi non può parlare di Covid. O comunque non può diffondere notizie sul coronavirus che costituiscano un attentato alla salute pubblica. Continua il braccio di ferro fra lo Stato e l’ideatore di Life120, stile di vita che contesta la dieta mediterranea, la medicina ufficiale e propone l’acquisto di integratori (e alimenti) di sua produzione.

L’ultimo contenzioso ha come terreno di scontro proprio il coronavirus. L’Autorità di Garanzia nelle Comunicazioni, a metà aprile oscura la trasmissione Il Cercasalute di Panzironi per i messaggi lanciati in due puntate di marzo a proposito di tutto quello che la medicina ufficiale non avrebbe rivelato sul coronavirus. In particolare - si legge negli atti di Agcom - preoccupano messaggi come questo: «L’unico rimedio per affrontare il virus è il rafforzamento del sistema immunitario attraverso l’integrazione e la somministrazione delle vitamine (C e D)» che Panzironi vende in tv coi suoi integratori. Ma anche messaggi del tipo «L’alimentazione somministrata ai ricoverati in terapia intensiva è criminale perché contenente glucosio». Inoltre Agcom contesta a Panzironi di screditare in tv le misure di contenimento della pandemia suggerite dalle autorità sanitarie (lavaggio mani, distanziamento sociale) perché presentate «come connotate da arretratezza, in quanto si afferma che le quarantene erano impiegate nel Medioevo».

Nonostante queste motivazioni l’8 maggio, il Tar del Lazio sospende, in via cautelare, il provvedimento di Agcom. E ordina che Panzironi torni di nuovo in onda. Il Tar del Lazio trova sproporzionata la sanzione applicata da Agcom e decide di sospenderla, almeno fino a quando non avrà deciso nel merito. Infatti il tribunale amministrativo non analizza la sostanza del ricorso, ma solo la proporzionalità tra il fatto contestato e la misura applicata. Così - per quanto è possibile conoscere del provvedimento

Infatti nell’ordinanza di sospensiva della delibera di “oscuramento delle trasmissioni” di Agcom, il Tar del Lazio osserva che in base a «un sommario esame proprio della fase cautelare... gli effetti del provvedimento sanzionatorio (di Agcom, ndr), oltre a determinare in capo alla ricorrente (la società che trasmette) un evidente pregiudizio di natura non solo economica, consistendo come detto nella completa paralisi dell’attività di media audiovisivo dalla stessa svolta, non appaiono allo stato, proporzionati rispetto al fine perseguito, proprio alla luce della disposta rimozione dei contenuti oggetto di contestazione».

Quindi, il Tar del Lazio ammette che è troppo non mandare in onda Il cercasalute. ma aggiunge anche che «a fini cautelari, deve comunque ritenersi inibita la diffusione di specifici contenuti attinenti all’emergenza epidemica in corso, che possano ingenerare disinformazione nel pubblico e ispirare comportamenti non raccomandati dalle competenti autorità sanitarie». Con questa «precisazione l’attività di diffusione, oggetto di sospensione, può essere ripresa», conclude il Tar del Lazio. In vista di una «sollecita definizione del giudizio».

Immediata la reazione di Panzironi che su Facebook pubblica solo una parte della decisione del Tar del Lazio, omettendo la censura ricevuta sulla comunicazione Covid. E non precisando che la decisione del Tar del Lazio non entra nel merito del ricorso. Panzironi avverte pure che per ora non può tornare in onda su Canale 61 (l’ex Life120 channel) ma sarà in onda su tutte le emittenti locali (su alcune ha continuato a trasmettere, come Canale 10, in Toscana). E attacca Agcom. Che si prepara a ricorrere contro la sospensiva del Tar del Lazio. —

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