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Turisti solo con il certificato L’Elba punta sul Covid-free
La proposta di De Ferrari (albergatori): «Chi arriva sull’isola dovrà dimostrare di essere negativo. In alternativa potrà sottoporsi a test sierologici nel porto»
PORTOFERRAIO
L’Elba è disposta a tutto per diventare al più presto un’isola libera dal Covid-19, dove si potrà ancora trascorrere le vacanze in sicurezza. Talmente disposta a tutto che il presidente dell’associazione Albergatori, Massimo De Ferrari, davanti alle telecamere del Tg1, non ci ha pensato un attimo a sganciare una bomba in prima serata: «Tutti i turisti che arriveranno sulla nostra isola dovranno essere negativi al Covid-19. Lo dimostreranno presentando un certificato o, se ne saranno sprovvisti, sottoponendosi a test sierologici che faremo sul porto di Piombino o di Portoferraio». Come, in concreto, si potranno compiere i test sierologici a tappeto sui turisti del nord Italia, chi li dovrebbe pagare e cosa succederebbe a chi risulterà positivo al test rapido, al momento, non è dato sapere. Ma non importa, non è questa la priorità degli operatori turistici della Perla dell’Arcipelago toscano. L’importante è farsi trovare pronti.
Siamo quasi a metà maggio e non c’è ancora una data per la riapertura delle strutture ricettive nel nostro Paese. Le previsioni più nere di così non possono essere. Eppure all’Elba, da giorni, si prova a giocare d’anticipo, mettendo in campo idee e proposte, alcune concrete, altre un po’ meno. L’obiettivo è sempre lo stesso: far passare il messaggio di un’isola soltanto sfiorata dal coronavirus (dall’inizio dell’epidemia sono stati accertati solo dodici pazienti positivi, quasi tutti guariti) e attrezzata per difendere in tutti modi il turista dai rischi del contagio.
«La proposta dei test sierologici nei porti è già al vaglio della Regione e dell’Asl – continua De Ferrari – ci concentreremo sui turisti in arrivo dalle regioni con una curva di contagio più alta, sperando che nei prossimi giorni la situazione migliori un po’ in tutta Italia. Anche altre località turistiche come la Sardegna e le Eolie studiano protocolli simili, ci stiamo lavorando anche noi. Vogliamo scacciare i turisti in arrivo dal nord Italia? Tutt’altro. Con l’obbligo di certificazione vogliamo garantire una vacanza in sicurezza per tutti. È la cosa più importante».
Le difficoltà, a volte, aguzzano l’ingegno. Forse anche troppo. Fatto sta che l’isola d’Elba sta provando a reagire alla pandemia in corso. E le proposte non mancano. Mentre in Italia si contavano i casi, all’Elba si studiavano distanze tra gli ombrelloni. Alle conferenze della protezione civile nazionale, si rispondeva a Portoferraio con tavoli di crisi locali e protocolli su spiagge, ristorazione, campeggi. E la creatività, all’isola d’Elba, non fa certo difetto.
Venerdì mattina gli addetti del Comune di Porto Azzurro hanno imbracciato trivella e metro per disporre, con precisione chirurgica, i primi ombrelloni e le prime sdraio di quello che sarà uno stabilimento balneare diffuso su tutte le spiagge del paese, gratuito e a gestione comunale. Così ha deciso il sindaco Maurizio Papi: «È un modo per dare un servizio gradito ai residenti e ai turisti e al tempo stesso per garantire i distanziamenti e ridurre al minimo i rischi di contagio sulle spiagge».
Pochi giorni prima la Gestione associata del turismo aveva lanciato, d’accordo con alcuni stabilimenti balneari elbani, la proposta dell’ombrellone solidale: su alcuni tratti delle spiagge libere si allestiranno gli ombrelloni non utilizzati, garantendo così postazioni ombreggiate gratuite già montate e distanziate. E se la rete di 400 chilometri di sentieri e il turismo all’aria aperta si vendono da soli anche al tempo del coronavirus, altra cosa è smuovere le prenotazioni scalfendo la coltre di preoccupazione dei turisti. Niente paura. Chi sceglierà l’Elba, hanno deciso Gat e Albergatori, potrà attendere a versare la caparra fino a 15 giorni prima del soggiorno. La notizia, in realtà, ha fatto saltare sulla seggiola più di un operatore elbano. Ma c’è da vincere la guerra per rendere l’isola Covid free , non c’è tempo per arrabbiarsi. —
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