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Streaming e videomessaggi, così la rete va sotto stress

Maria Lardara
Streaming e videomessaggi, così la rete va sotto stress

Vodafone ha registrato in Toscana un “movimento” pari a 200mila stories ogni 7 giorni su Instagram. «Non vi sbagliate: è più svago che smartworking»

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Immaginate di postare 200 milioni di storie su Instagram da 15 secondi. I byte si moltiplicano in gigabyte, i gigabyte si moltiplicano in terabyte. È traffico che si accumula e si espande. Connessioni che si dilatano e rimbalzano da Nord a Sud della Toscana. Movimenti non fatti di persone ma di utenti e dati, quelli che si stanno ritrovando ad affrontare gli operatori di telecomunicazioni reduci da due mesi di pandemia.

SEMPRE PIÚ CONNESSI

Sul traffico dati toscano ha puntato una lente d’ingrandimento per Il Tirreno Vodafone Italia: alla fine di aprile la pressione settimanale sulla rete mobile era già arrivata a 2. 500 terabyte (un terabyte equivale a mille giga). Per dare un’idea, il movimento dati spalmato su sette giorni corrisponde a 200 milioni di storie di 15 secondi su Instagram. Nelle terre toscane il boom di click ha numeri impressionanti, sia sul mobile che sul fisso. Lo smart working e la didattica a distanza c’entrano fino a un certo punto. «Le restrizioni imposte dall’epidemia hanno accelerato il trend di digitalizzazione – racconta l’ingegner Paolo Paganin, responsabile sviluppo rete per l’area centro di Vodafone Italia – In Toscana abbiamo osservato una crescita del 30% sul mobile e del 60% sul fisso. Questo aumento non si è concentrato in poche ore di cosiddetto picco ma si è distribuito nell’arco di tutta la giornata, aumentando ulteriormente la pressione sulle reti. L’incidenza della Toscana sul traffico dati nelle reti Vodafone del Centro Italia è del 21%». Un discreto consumo di banda in una vasta fetta di territorio che comprende anche Lazio, Sardegna, Umbria, Marche, Abruzzo e Molise.

PICCHI IN DUE PROVINCE

Secondo l’osservatorio Vodafone, il traffico sul mobile registra punte sulle province di Prato e Grosseto con un maggiore utilizzo di dati (+40%): dieci percentuali in più rispetto alla media della crescita regionale. Nel caso di Prato, una spiegazione potrebbe dipendere dalla presenza di una delle comunità cinesi più grandi d’Europa: i cittadini orientali sono grandi consumatori di internet ed è probabile che nell’emergenza si sia creato un ponte di collegamento ancora più forte con la madrepatria. Il territorio di Grosseto invece è il più vasto della Toscana a livello provinciale, dove la rete mobile può essere necessaria per coprire eventuali zone non raggiunte dai servizi in fibra.

«L’utenza ha cambiato i suoi comportamenti – sottolinea l’ingegner Paganin di Vodafone Italia – Un elemento da prendere in considerazione è di tipo logistico: le persone sono rientrate nelle proprie residenze e, stando dentro casa, si tende ad assumere comportamenti in famiglia più digitali. In particolare, ad aumentare non è il numero delle telefonate ma la durata: restiamo il doppio al telefono rispetto a prima». Sempre connessi al filo e non perché lavoriamo ormai quasi tutti da remoto. Svago e intrattenimento ci mettono lo zampino. Nel bel mezzo della quarantena forzata, a far consumare parecchia banda hanno pensato i servizi di videomessaggistica, streaming audio e video mentre le app più scaricate sono WhatsApp Video (l’ultima versione consente di effettuare videochiamate di gruppo fino a otto partecipanti) e Tik Tok sempre più forte fra gli adolescenti.

LA RICOSTRUZIONE

Se la “fase 1” della pandemia ha messo a dura prova la tenuta della rete, la “fase 2” è ancora tutta da scrivere. La tecnologia si ritaglierà spazi sempre più nuovi e, in questa partita, giocheranno un ruolo chiave le infrastrutture abilitanti su cui viaggiano dati e servizi: anche da queste dipenderà la ripresa delle economie sui territori. Nel triennio in corso, Vodafone ha investito in Toscana oltre 33 milioni di euro per lo sviluppo della banda ultralarga mobile e fissa. In tempo di pandemia, la capacità delle reti core è cresciuta del 30% ma è previsto un ulteriore aumento del 50% che consente di mettere a disposizione più banda per gestire più dati. Soprattutto perché download e streaming possono creare problemi di stress della rete, anche se le compagnie di Tlc si sono attrezzate per gestire i picchi. «Abbiamo un monitoraggio costante dei trend sul territorio, eseguito dal nostro team tecnico toscano in coordinamento con quello nazionale – puntualizza l’ingegner Paganin – per ottimizzare la copertura e gli incrementi laddove necessario. Tutto questo periodo ha permesso di riprenderci la centralità dell’infrastruttura di rete. Il nostro ruolo è quello di abilitatori della trasformazione digitale. Tante imprese si stanno rendendo conto che il digitale è una modalità di lavoro sempre più importante che resterà valida anche dopo l’emergenza».

I VODAFONE ANALYTICS

Big data per monitorare in forma anonima e aggregata i movimenti delle persone. Si chiamano “Vodafone Analytics” e sono materiali d’indagine preziosi per la Regione Toscana cui Vodafone Italia ha fornito questo flusso di dati intraregionali. Una tecnologia che consente di analizzare le informazioni generate dalla rete Vodafone ricavando, dopo aver anonimizzato e aggregato le informazioni, analisi e report su presenze, mobilità e flussi della popolazione.

L’obiettivo è restituire una fotografia puntuale dei territori migliorando servizi, business e stili di vita: strumenti utili per capire, a esempio, la portata degli spostamenti fisici nell’ultimo periodo ed eventualmente studiare politiche d’intervento.
 

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