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Attolico (Lenovys): «Farsi delle domande per non condannarsi alla morte domani»
Ora è necessario - secondo Attolico - riabituarsi a spostare il focus dei pensieri sulle cose su cui abbiamo il 100% del controllo, perché è questo che salverà le aziende
L’errore più frequente è quello di non fermarsi mai a guardare che cosa accade. Lo sottolinea da sempre l’ingegner Luciano Attolico, amministratore delegato di Lenovys. L’impresa che ha sede anche a Livorno, 50 dipendenti, 5 milioni di fatturato, si occupa di Lean Lifestyle, ovvero trasforma le aziende in luoghi felici per i dipendenti e gli imprenditori, che dalla situazione ne traggono benefici organizzativi e di redditività. Una strategia operativa che si trova a fare i conti con l’attualità della pandemia da coronavirus.
«Nel mondo Lean c’è sempre stata la caccia allo spreco e si è sempre badato poco a quello che viene prima: la ricerca del valore – dice –. In questa fase 2 dell’emergenza sanitaria le aziende devono capire che cosa significa dare valore ai loro clienti perché ciò che lo era prima oggi non lo è più. L’esempio più immediato sono i ristoranti che si sono messi a fare consegne a domicilio dei loro piatti».La sua società di consulenza aziendale ha messo a punto il “Covid-19 business check up”«Lo abbiamo erogato a oltre 200 aziende nostre clienti ed è uno strumento per rivedere lungo tutto il modello di business quali sono le nuove situazioni. Tra l’altro nella sua versione base lo offriamo gratuitamente».
«Se non capisci qual è il vero problema che devi affrontare, non ha senso andare a caccia di sprechi nella tua azienda – prosegue –. In alcune aziende, cominciano a tagliare costi perché vedono i conti in rosso. Tagli fatti a casaccio, su in piano contabile. La vera sfida non è questa, ma capire come rivedere i valori di business».
Tra le cose da cui difendersi Attolico indica i messaggi veicolati negli ultimi due mesi. «Il bombardamento di notizie solo negative e sulle quali abbiamo poca responsabilità e possibilità di controllo ha messo i nostri cervelli in condizione di difesa – sottolinea –. Un profondo stress che ci ha quasi abituati ad essere deresponsabilizzati. Io che ci posso fare? Al massimo posso ubbidire a un ordine di quarantena». Che aggiunge: «Si dice che ci vogliono 21 giorni per acquisire una nuova abitudine. In questi 2 mesi di bombardamento si è insediata quella di non avere il controllo delle proprie azioni. Non hai il controllo sulla tua salute, non sai se e quando ne uscirai». Come difendersi? «Riabituandosi a spostare il focus dei pensieri sulle cose su cui abbiamo il 100% del controllo, perché è questo che ci salverà. Nella fase 2 si deve seguire i comportamenti di protezione e contemporaneamente pensare a rivedere il proprio modello di business. Come ridò valore ai clienti? Quali sono i canali giusti?». Ovvero? «Farsi delle domande ora per non morire domani. Non andrà tutto bene, ma come noi facciamo in modo che vada».
Chi opera nel turismo fatica più di altri a porsi le giuste domande. «In questi casi deve mettere indietro le lancette del tempo. Deve accettare che non è quello di ieri. Nasco adesso e devo chiedermi: come si fa uno stabilimento balneare in un contesto in cui valgono nuove regole? Se il tuo focus è sul passato non sei concentrato su quello che oggi ti permette di fare business. Se pensi disperatamente di adattare il modello vecchio all’oggi sei morto in partenza. Servono uno sforzo mentale e una capacità di cambiamento forti. Chi non è disposto a pagare il prezzo del cambiamento farà molta fatica».
LE 5 BUONE PRATICHE DA SEGUIRE IDEATE DA LENOVYS
Ascolta gli altri
Aiuta gli altri ad acquisire maggior consapevolezza di come stanno e di come si sentono. Chiedi ad esempio di quanta paura hanno e di cosa li deprime.
Esprimi gratitudine verso gli altri
Famiglia, amici, colleghi, sconosciuti. Fa qualcosa per gli altri ogni giorno, piccola o grande non importa.
Imposta delle routine di incontro e di ascolto in azienda
Imprenditori e manager devono ora entrare in campo mostrando empatia, capacità di ascolto e di comprensione umana, capacità di fornire rassicurazioni e comprensione. Perché i collaboratori e colleghi impauriti da questa situazione non hanno bisogno in questo momento di una voce solo razionale e logica.
Focalizzati sui nuovi perché. Create dei momenti di riflessione per impostare il lavoro e dei momenti per riflettere sui progressi. Interrogativi sul significato da dare a quello che sta accadendo: perché siamo qui? Su cosa possiamo incidere? Su cosa non possiamo incidere?
Azzera le distanze.Fatta salva la distanza di sicurezza sanitaria tra le persone, azzerate il distacco che si è creato inconsciamente con le persone. Dentro di noi si è insediato il virus della paura del contagio e questo ci allontana. Avviciniamoci agli altri dando attenzione e dimostrando di prenderci cura di loro.
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