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«I valori non invecchiano E l’epidemia ci impone di cambiare la società»
Valentina Ducceschi, 35 anni, iscritta all’Anpi, pensa che vadano superati capitalismo e individualismo e teme i rigurgiti neofascisti
il futuro
Samuele Bartolini
Per la ripartenza il capitalismo non è la soluzione. Va abbandonato. Il rispetto dell’ambiente deve diventare la priorità della politica. Vanno difesi i valori di libertà, uguaglianza, solidarietà e partecipazione. Valentina Ducceschi ha le idee chiare. 35 anni, laureata in filosofia morale all’Università di Pisa, studiosa di psicanalisi ed esperta di informatica. Ha mezzo sangue livornese (i nonni da parte di mamma) ed è membro del direttivo Anpi di Pistoia.
Sono passati 75 anni dalla Liberazione. I valori del 25 aprile sono ancora attuali?
«Sì, sono ancora attuali. Perché i valori di libertà, uguaglianza, solidarietà e partecipazione sono universali. Sono le basi della democrazia. Se vi rinunciamo, rinunciamo ai valori per i quali si sono battuti i nostri nonni partigiani».
In Italia vede il ritorno di forze contrarie a questi valori?
«Sì, sono tornate. E non prendono sempre il nome di neofascismo. Si è visto con gli ultimi governi».
E cosa fa oggi l’Anpi per difendere questi valori?
«Alziamo la voce tutte le volte che vediamo messi in discussione i principi della democrazia».
I giovani stanno sempre sui social. L’Anpi c’è?
«Sì. A Pistoia abbiamo la pagina Fb. Stiamo per aprire su Instagram. Ma è difficile parlare di temi profondi in rete».
Ma i giovani li vedete interessati ai valori dell’antifascismo?
«Sì, sono interessati. Lo vediamo soprattutto quando andiamo nelle scuole e raccontiamo cosa è stata la Resistenza».
Il coronavirus ha sospeso le libertà democratiche. La prima è stata quella di muoversi liberamente. L’Anpi come la pensa su questo?
«L’epidemia ha creato un buco nella democrazia. Siamo stati tutti costretti a stare chiusi dentro casa. La libertà di movimento è stata sospesa. Il governo è andato avanti a colpi di decreti».
È accettabile per l’Anpi?
«Sì, è accettabile perché non c’è altra via per proteggere la salute delle persone. E poi la libertà non è mai tale se non è accompagnata dalla responsabilità. Però non si può andare avanti a lungo così. Questa situazione può essere accettabile solo in un periodo limitato».
Ora però si avvicina la fase due.
«Sì, ma la fase due sarà quella più drammatica. Nella fase uno abbiamo vissuto tutti dentro una bolla. Abbiamo guardato i film su Netflix, abbiamo partecipato alle videochiamate. Con la fase due dovremo riuscire di casa. Saranno più evidenti le disuguaglianze».
In che senso?
«Nel senso che si farà la differenza tra chi ha avuto i 600 euro (o altre forme di sussidio, ndr) e chi non li ha avuti, tra chi ha perso il lavoro e chi un lavoro ancora ce l’ha. Il rischio è una guerra tra poveri. E va scongiurata».
Come?
«Con un cambio di società. Individualismo e capitalismo hanno dominato il periodo precedente all’epidemia da coronavirus. Vanno superati. Deve nascere una società più attenta ai diritti di tutti, più solidale. E l’ambiente deve stare al centro delle politiche».
L’Anpi aderisce al movimento di Fridays for Future?
«Sì, la pensiamo allo stesso modo dei giovani che sono scesi in piazza nei mesi scorsi. Non solo. Ci aiutiamo a vicenda. L’anno scorso i ragazzi di Fridays for Future hanno partecipato alla marcia della pace di Pistoia».
Come lo festeggerete il 25 aprile quest’anno a Pistoia?
«In modo anomalo. Scenderanno in piazza due persone: il presidente Aldo Bartoli e un socio. Però faremo la diretta Facebook». –
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