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Toscana

Si riaccendono i fornelli. Ok a ristoranti e bar per i prodotti da asporto

Irene Arquint
Si riaccendono i fornelli. Ok a ristoranti e bar per i prodotti da asporto

La nuova ordinanza regionale, in vigore da domani, permette di ordinare pietanze, pasticceria, gelati e di andarli a ritirare al locale. Escluse le bevande

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FIRENZE. Nonostante la chiusura, che permane fino a nuova disposizione, da domani (venerdì 24) in tutta la Toscana sarà possibile ordinare pietanze cucinate o altri prodotti ai locali, e ritirarle di persona. Sono però escluse le bevande. Per cui ristoranti, pizzerie, gelaterie, pasticcerie, bar e pubblici esercizi in genere potranno accettare prenotazioni per l’asporto. Ma solo di cibo, niente vino, caffè, cappuccino o cocktail. E il ritiro deve avvenire su appuntamento. In sintesi, i clienti non verranno solo raggiunti, nello specifico, dai ristoratori che già organizzano il servizio di consegna a domicilio, ma potranno anche andare a ritirare presso il locale ciò che hanno prenotato telefonicamente o via internet.

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Nel tardo pomeriggio di ieri il presidente della Regione Enrico Rossi ha firmato un’ordinanza cucita sartorialmente sulla richiesta promossa da Confcommercio Toscana per permette a ristoranti e pubblici esercizi di somministrare cibo da asporto durante l’emergenza coronavirus. Ristoranti e pizzerie, insieme a chiunque possa organizzare il confezionamento per l’asporto in sicurezza, ha dunque il benestare della Regione a praticare il take away. Per cui rientrano nell’ordinanza, oltre ai ristoranti, anche pasticcerie, gelaterie, paninoteche, bar e tutti quei locali pubblici con laboratorio interno, definibili per questo artigianali. Ma una volta ritirato l’ordine, potrà essere consumato solo a casa, niente soste all’esterno, e tanto meno all’interno dei locali. Sì perché resta vietato creare occasioni di assembramento.

Un segnale che non aiuta di certo a sanare i fatturati delle attività della filiera della ristorazione e somministrazione, ma che può dare una boccata di ossigeno e soprattutto di speranza. E come la Toscana, anche il governatore della Campania proprio ieri ha firmato un’ordinanza analoga.

«Si potranno fare solo prenotazioni telefoniche e on-line per evitare assembramenti fuori e dentro il locale», si legge nell’ordinanza regionale numero 41 firmata dal presidente Enrico Rossi. La vendita da asporto, che potranno effettuare tutti i ristoranti e i locali, anche artigianali (ossia chi ha laboratorio interno e produce in loco come pizzerie, pasticcerie, gelaterie) non significa però la riapertura al pubblico dei locali. I locali che vendono il cibo – sottolinea infatti l’ordinanza – dovranno garantire che gli ingressi per il ritiro dei prodotti ordinati avvengano solo su appuntamento e dilazionati nel tempo. «Questo per evitare sia assembramenti all’esterno sia all’interno del locale dove sarà consentita la presenza di un cliente alla volta – precisa l’ordinanza – Ogni cliente inoltre dovrà permanere all’interno del locale il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento dei prodotti».

È quindi tassativo non approfittare degli eventuali spazi esterni a disposizione del locale per consumare la coppetta di gelato o il panino, che vanno appunto portati a casa e lì consumati. Resta pertanto sospesa per i ristoranti e gli altri locali, come si evince dall’ordinanza, «ogni forma di consumo sul posto».

L’ordinanza torna poi a confermare la possibilità di vendite di semi, piante, fiori ornamentali e piante in vaso anche negli esercizi commerciali specializzati. Così come conferma la possibilità di vendere calzature per bambini sia all’interno dei negozi specializzati in abbigliamento per bambini che nei negozi che commercializzano esclusivamente calzature per bambini.

E ribadisce ancora che è consentito agli impianti di distribuzione di carburante funzionanti con la presenza del gestore, di determinare liberamente l’orario del servizio e derogare all’obbligo della presenza del gestore nelle fasce orarie di garanzia.

«Si conferma anche – chiude la disposizione regionale – che il 25 aprile e il 1° maggio tutti gli esercizi resteranno chiusi». —
 

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