Il Tirreno

Toscana

Naspi a rischio per oltre 200mila lavoratori estivi

Matteo Scardigli
Giovanni Cafagna
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Giovanni Cafagna

Viene pagata per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti nei 4 anni precedenti: Ecco tutte le regole per ricevere l'indennità

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LIVORNO. Uno su tre rischia di non avere il lavoro stagionale: 200mila persone dice Giovanni Cafagna, presidente nazionale dell’associazione stagionali. Gli altri - fra 300mila e 350mila - sperano di lavorare abbastanza (30 giorni) da aver diritto alla Naspi, il sussidio di disoccupazione per i lavoratori stagionali. Naspi significa “Nuova assicurazione sociale per l’impiego”, anche se ormai tanto nuova non lo è più. E si sa che uno stagionale che ha lavorato 6 mesi durante l'anno può percepire, per quello stesso anno, un'indennità pari a 3 mesi. Infatti la Naspi viene pagata per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti nei 4 anni precedenti.

CHI HA DIRITTO ALLA NASPI

Ha diritto all’indennità chi è stato assunto con contratto di lavoro subordinato: apprendistato, soci di cooperative, artisti e dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni. Bisogna che ci sia lo stato di disoccupazione involontaria, cioè che il rapporto di lavoro sia finito per licenziamento o scadenza del contratto, dimissioni per giusta causa, dimissioni durante il periodo tutelato di maternità o risoluzione consensuale di fronte all'ispettorato del lavoro nel procedimento di licenziamento per motivi economici, o ancora per il rifiuto del lavoratore di trasferirsi presso un'altra sede della stessa azienda distante oltre i limiti di legge.

CHI NON HA DIRITTO ALLA NASPI

Non hanno diritto gli operai agricoli, sia a tempo determinato che indeterminato, i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, quelli che hanno maturato i requisiti per andare in pensione, quelli con assegno di invalidità e i dipendenti delle pubbliche amministrazioni a tempo indeterminato.

I REQUISITI

Per accedere alla Naspi servono lo stato di disoccupazione a seguito di perdita involontaria del lavoro, la Did (Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro) e la partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro previste dal centro per l'impiego. Presentare la domanda Naspi equivale al rilascio della Did. Bisogna aver realizzato, nei 4 anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione, almeno 13 settimane di contribuzione. In questo senso valgono i contributi previdenziali, i contributi figurativi accreditati per maternità obbligatoria e per i periodi di congedo parentale, i periodi di lavoro all'estero in Paesi comunitari o convenzionati e i periodi di astensione dal lavoro per malattia dei figli fino agli 8 anni, per un massimo di 5 giorni lavorativi nell'anno solare. Bisogna infine avere almeno 30 giorni di lavoro effettivo, cioè di presenza sul luogo di lavoro, nei 12 mesi precedenti all'inizio della disoccupazione. Per i lavoratori per i quali non è possibile risalire al numero di giornate lavorate si fa riferimento alle settimane di contribuzione: almeno 5.

COME SI CALCOLA

La Naspi viene calcolata sulla base della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni, divisa per il totale delle settimane di contribuzione e moltiplicata per 4,33. Se il risultato è inferiore a 1.227,55 euro (importo di riferimento per il 2020) si ha diritto al 75% della retribuzione media mensile; se è superiore si ha diritto al 75% più il 25% della differenza tra la retribuzione mensile e i 1.227,55 euro. Il massimale Naspi è fissato a 1.335,40 euro al mese e viene ridotto del 3% al mese a partire dal quarto mese.

COME SI PRESENTA LA DOMANDA

La domanda si presenta attraverso il servizio dedicato su www.inps.it, tramite il _contact center (803 164 da rete fissa oppure 06 164164 da rete mobile), rivolgendosi ai patronati o a intermediari Inps. C'è un limite pari a 128 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro o del periodo di maternità o di malattia indennizzati o di infortunio sul lavoro o malattia professionale.

COME E QUANDO VIENE PAGATA LA NASPI 

La Naspi viena pagata da Inps su conto corrente o su libretto postale o tramite bonifico. Questa indennità di disoccupazione spetta al lavoratore a partire dall'ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro, se la domanda è stata presentata entro l'ottavo giorno o dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda se inviata successivamente all'ottavo giorno ed entro il 128° dalla cessazione del rapporto di lavoro.

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