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Mascherine, distanze e test sierologici: in Toscana le regole più severe per la fase 2
Nuova ordinanza con le norme per la ripresa: accolte le richieste di sindacati e commercianti. Al lavoro si dovrà stare a 1,8 metri e dove non è possibile bisognerà indossare una doppia protezione
FIRENZE. C’è quello che chiedevano i sindacati, e cioè un impegno a chiedere a Trenitalia e alle aziende dei bus un numero maggiore di corse, magari scaglionate, e mezzi pubblici su cui siano garantite le regole sul distanziamento, e non dunque un implicito aut aut ai lavoratori affinché si muniscano di auto. C’è poi l’attenuazione di quelle che i commercianti già avevano ribattezzato «misure capestro» per librerie, cartolerie e store di abiti per bambini e temevano di vedersi estendere a tutti i negozi. Ma non è un caso che sull’ordinanza e il «patto di responsabilità per la sicurezza e la ripresa» firmato ieri da sindacati, Comuni, categorie economiche (da Confesercenti a Confartigianato, da Confagricoltura a Confcommercio fino a Cna e Lega Coop) manchi il timbro di Confindustria.
Regole più severe
Se il pacchetto di regole appena varato da Enrico Rossi per la fase 2 smussa alcuni spigoli di una trattativa durata giorni, restano irrisolti i nodi su cui si concentrava il grosso delle richieste degli industriali. Uno su tutti, quello del distanziamento sociale all’interno di stabilimenti produttivi e aziende. Un metro e 80, impone da ieri l’ordinanza di Rossi facendo riferimento alle indicazioni Oms. Un metro è l’unità di misura anti-contagio che sembra voler adottare il governo Conte. Insomma, la Toscana applica un pacchetto di misure anti-Covid più severo di quello che potrebbe dettare Roma.
Validità due settimane
Almeno lo farà per due settimane, perché il perimetro di norme tracciato dal governatore ha validità per tutte le attività - sia quelle rimaste aperte che quelle che apriranno d’ora in poi (ad esclusione di sanità, cantieri e aziende dei servizi pubblici locali) - fino al 3 maggio. E obbliga ogni impresa a scrivere un protocollo anti-contagio e a inviarlo entro 30 giorni alla Regione se si era già aperti, entro 30 giorni dalla riapertura se si fa parte delle categorie Ateco ancora sotto lockdown. Ma quali sono i nuovi paletti? L’ordinanza “separa” industria e commercio.
I test sierologici
Un decalogo di fatto, ma come precondizione ci sono i test sierologici. Per Rossi sono un pilastro della fase 2. I datori di lavoro devono mettere a disposizione spazi e informare i dipendenti che possono, seppure su base volontari, sottoporsi allo screening. Sebbene da giorni l’Istituto superiore di sanità ripeta che non possono funzionare da “patentino” di immunità, Rossi crede che il test capace di rintracciare gli anticorpi possa essere utile anche a quello e decisivo per scovare gli asintomatici se incrociato con i tamponi.
Trasporti
Obbligo di guanti monouso e mascherine sui mezzi pubblici e pulizia delle mani prima e dopo l’utilizzo. Consigliato dove possibile l’uso di bicicletta e mezzi elettrici. Raccomandata la mascherina nell’auto propria, se con due persone a bordo. Negli spazi chiusi sempre, all’aperto dove non si può rispattare la distanza di 1,8 metri.
Distanza, mascherine e gel
Le mascherine sono un altro dei pilastri della fase 2, ma soprattutto lo è il rispetto del distanziamento sociale. In azienda sarà di 1 metro e 80 centimetri. E dove non è possibile, bisognerà installare pannelli di separazione o utilizzare due mascherine chirurgiche insieme (una sopra l’altra) o una Ffp2 senza valvola, che impedisca così l’uscita di aria e secrezioni e quindi la circolazione del virus. Pannelli di separazione ai banchi e alla casse andranno installati nei negozi dove, se non fosse possibile far rispettare 1,8 metri scaglionando gli accessi dei clienti, varrà la regola di un cliente al massimo nei locali sotto i 40 metri quadrati. E in negozio entra solo una persona per famiglia, salvo la presenza di bambini o disabili. Fuori vanno messi cartelli che invitino al mantenimento delle distanze in coda. Sarà il datore di lavoro a dover fornire ai dipendenti mascherine e guanti monouso, e così anche il gel. Perché bisognerà indossarli prima di entrare e durante il turno i lavoratori dovranno lavarsi più volte le mani. Nei negozi, ma anche ai banchi dei mercati all’aperto, dovrà esserci un dispenser di gel igienizzante e/o i guanti (meglio se entrambi).
La febbre all’ingresso
Prima di entrare in azienda, il datore dovrà assicurarsi che il lavoratore stia bene, misurandogli la febbre e con un autocertificazione.
La sanificazione
La pulizia è un altro tema chiave. La sanificazione deve essere garantita almeno una volta al giorno e si potranno usare prodotti con etanolo e cloro come la candeggina o altri disinfettanti e bisognerà concentrarsi su superficie toccate più frequentemente (porte, maniglie, tavoli, servizi igenici).Non solo. È obbligatoria la sanificazione degli impianti di areazione. Se non lo si fa, vanno spenti e garantita l’areazione dei locali. Non scatta l’obbligo per i supermercati di sanificare i carrelli dopo ogni utilizzo, dovranno solo fornire carta assorbente e gel ai clienti.
La mensa
Le mense vanno riorganizzate per garantire 1,8 metri di distanza e i tavolo devono essere sanificati dopo ogni singolo pasto.
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