Il Tirreno

Toscana

Cosparge l’auto di benzina e si dà fuoco al distributore

Martina Trivigno
Cosparge l’auto di benzina e si dà fuoco al distributore

Capannori, si uccide così un operaio di 42 anni rischiando di causare una strage Nel pomeriggio si leva una colonna di fumo nero che scatena una fuga generale 

3 MINUTI DI LETTURA





Martina Trivigno / capannori

«Poteva succedere una strage, se i vigili del fuoco non fossero arrivati in tempo». Le parole si bloccano in gola, negli occhi uno sguardo di puro terrore. Un atto disperato che avrebbe potuto, suo malgrado, provocare danni. E forse, chissà, anche qualcosa di più, addirittura peggio. Non ci vogliono pensare, adesso, gli abitanti di via Romana, a Capannori, in provincia di Lucca. Pensano a lui, quell’uomo che si è fermato alla stazione di servizio come per fare rifornimento. E, in effetti, ha inserito la banconota nel totem e preso in mano l’erogatore. Ma, anziché inserirlo nel serbatoio, ha cosparso di benzina l’abitacolo dell’auto, una Renault Twingo. A quel punto, l’uomo si è seduto al posto di guida e con un accendino ha dato fuoco, lasciando che le fiamme lo avvolgessero. Fino ad ucciderlo.

È morto così, carbonizzato, un operaio cartario di 42 anni del Capannorese, in una stazione di servizio lungo la via Romana.

Ieri, ore 17. La strada è deserta, le famiglie sono chiuse in casa. Ma ignorare quell’odore di bruciato, che si insinua con forza attraverso le finestre semiaperte, è impossibile.

I vicini si affacciano alle finestre, ai balconi, subito fuori dai cancelli. Ed è allora che la vedono. Quella colonna di fumo nero che si leva alta nel cielo. E, con lei, quelle fiamme che stanno divorando, un pezzo alla volta, gli erogatori di carburante e, poi, tutto il resto della struttura.

Un uomo, che abita nei paraggi, chiama subito il 115 e i soccorsi. Ma il vicino, quando compone il numero, ancora non ha capito. Non sa che lì, in mezzo al fuoco, c’è un uomo. Gli abitanti escono di casa, fuggono, hanno paura che la stazione di servizio esploda.

È questione di poco: in via Romana intervengono i vigili del fuoco, i carabinieri, la Polizia e anche i vigili urbani. Le fiamme vengono domate, l’area messa in sicurezza, il tratto di strada interdetto al traffico.

Arrivano pure due ambulanze ma per l’uomo a bordo della vettura, ridotta ormai a una carcassa informe, non c’è più niente da fare e i sanitari non possono far altro che constatare il decesso del 42enne.

Un gesto estremo, disperato alla cui base – secondo quanto si apprende – ci sarebbe una forte determinazione nel volerlo compiere. Questo, perlomeno, è quanto emerge dai filmati delle videocamere di sorveglianza che hanno ripreso, un fotogramma dietro l’altro, la tragedia che si è compiuta alla stazione di servizio di via Romana, andata poi in gran parte distrutta.

Gli abitanti della zona hanno avuto paura per la loro incolumità, quando hanno visto il fuoco guadagnare terreno, è vero. Ma ora c’è soltanto tristezza. Chi abita nei dintorni esce di casa, le forze dell’ordine invitano tutti a rientrare. Guardano in direzione della Twingo distrutta, qualcuno ha le lacrime agli occhi, altri chiedono chi sia la persona morta carbonizzata.

Su cosa sia successo ieri pomeriggio in quella stazione di servizio, in ogni caso, fin da subito gli inquirenti non sembrano avere avuto dubbi: la Procura, infatti, non ha disposto l’autopsia e darà presto il nulla osta per la sepoltura della salma. Sono le immagini riprese dall’impianto di videosorveglianza del distributore di carburante, d’altronde, a parlare in maniera molto chiara. Testimoni muti di un atto che, secondo quanto si apprende, affonderebbe le sue radici nella sfera affettiva dell’uomo. Ma che, al tempo stesso, avrebbe potuto distruggere altre vite. –

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web