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Toscana

Test sierologici di privati, Rossi: "Laboratori convenzionati per esami gratis o i kit saranno confiscati"

Mario Neri
Test sierologici di privati, Rossi: "Laboratori convenzionati per esami gratis o i kit saranno confiscati"

Il governatore adotta il pugno di ferro: in emergenza e in scarsità di risorse nessuno pensi di poter speculare, pronto a chiedere alla Protezione civile di sequestrare il materiale se non state con noi. Ma non tutti partecipano alla gara 

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FIRENZE. Ne sono sbucati troppi dal nulla. Chi li propone a domicilio a 50 euro, chi a 25 da prenotare online e da spedire a casa come un pacco ordinato su Amazon, chi promette «test ultra sensibili» agli anticorpi senza nessuna validazione di un laboratorio pubblico e li fa pagare anche 140-150 euro. «Si sta scatenando un mercato indegno sui test sierologici da quando abbiamo annunciato di volerli eseguire sulla popolazione. Molti laboratori privati, centri o farmacie vendono i kit, e spesso marciano sulla paura delle persone. Ma eseguire questo tipo di esame ha un costo più o meno standard. Per un kit servono circa 6 euro a pezzo e 20 euro per la lavorazione. Chiunque vada oltre una certa cifra non sta aiutando la sanità pubblica», dice una fonte della task force incaricata di gestire l’emergenza coronavirus in Toscana.

E se c’è un principio che Enrico Rossi vuole affermare con lo screening epidemiologico dei test rapidi del sangue è che non può esserci durante una pandemia qualcosa che orbiti fuori dagli interessi della salute pubblica. «I testi sierologici fatti dai privati non avranno nessun valore, se non eseguiti da centri e laboratori convenzionati con la Regione – dice Rossi – Se qualcuno si fa questo esame e risulta positivo non avrà diritto di per sé al tampone se prima non ci sarà una indicazione del medico».

Non solo. Il governatore adotta il pugno di ferro. «Chiediamo ancora una volta a tutti quei privati che dispongono di kit sierologici di convenzionarsi con il sistema sanitario regionale per eseguirli secondo un programma di salute pubblica, altrimenti quell’esame svolto in privato non avrà valore e chiederò alla Protezione Civile nazionale di requisire tutti quei kit in circolazione fuori dall’ambito pubblico per la evidente scarsità di risorse essenziali». Insomma, il governatore afferma un principio netto: in una pandemia nessuno che lavori con la sanità può permettersi di fare business sulla salute delle persone, soprattutto in una fase di scarsità di risorse, con molti cittadini a casa e senza lavoro, che si sono visti franare le entrate o peggio aspettano aiuti del governo e saranno costretti a fare la fila per ottenere i buoni spesa da Comuni per effetto del blocco decretato dal governo alle attività non essenziali. Non solo. Rossi la scorsa settimana ha incontrato le associazioni che riuniscono i laboratori privati, e seppure da parte della maggioranza è stata data la disponibilità a stringere convenzioni con le Asl, alcuni recalcitrano, vogliono andare per la propria strada. Due giorni fa Estar ha varato il bando con cui apre agli accreditamenti e a guidare la selezione sarà la Asl centro, che adesso aspetta che i privati si facciano avanti. «Troppo presto per dire quanti aderiranno. L’avviso resterà aperto ancora fino a martedì – dice Paolo Morello Marchese, direttore generale della Asl centro – L’obiettivo è la collaborazione, sono fiducioso che molti capiranno il principio, che siamo di fonte alla necessità di tutelare la salute pubblica».

Anche perché chi non collabora rischia di vedersi sequestrare le scorte. L’ordinanza è chiara. I kit andranno distribuiti alle Asl in ragione delle disponibilità e in base all’incidenza del contagio nelle singole aree vaste. È probabile che la prevalenza sarà per l’area Nord ovest e la Centro. E saranno proprio le Asl a decidere modalità di somministrazione e distribuzione del test. Il problema però per la Regione è proprio trovare gli 1, 2 milioni di kit necessari a mappare un terzo della popolazione. Alla Diesse Diagnostica senese, che se li fa validare dallo Spallanzani, la Toscana ha chiesto 500 mila test. Circa 40 mila li ha trovati Careggi, altri 30 mila la Asl centro, 400mila sono arrivati ieri dalla Cina. Ma molti dovranno essere validati in laboratorio e non è detto possano essere usati tutti per lo screening. Trovarli n sul mercato non è facile, soprattutto adesso che molte regioni vogliono sperimentarli. Ecco perché Rossi è pronto alle maniere forti. 

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