Italia
Tamponi a tappeto nelle Rsa Ospiti e operatori: 667 positivi
Rossi si scusa per i ritardi. In 4 giorni sottoposte all’esame quasi 5mila persone Sono risultati contagiati 509 anziani e 158 addetti. Ora si creano spazi separati
massa-carrara
Lo dice con chiarezza il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi: «So che abbiamo avuto ritardi gravissimi. Di questo mi scuso, ma affermo anche questa è stata fin da subito la nostra ossessione».
Si riferisce alla distribuzione delle mascherine e degli altri dispositivi di protezione individuale anche a medici di famiglia e pediatri, e alla gestione delle Residenze sanitarie assistenziali, diventate in fretta focolaio di Covid-19, luoghi dove il virus, oltre ad essere letale, si diffonde con assoluta rapidità.
Nelle case di riposo sparse per la Toscana anziani ospiti e operatori sono stati sottoposti ai tamponi a tappeto da domenica 29 marzo. In quattro giorni, i tamponi effettuati sono 4.873: 3.028 sugli ospiti e 1.845 tra il personale delle strutture. Le persone risultate positive al coronavirus sono 667: 509 tra gli ospiti e 158 tra gli operatori, qualcosa più del 13 per cento sul totale degli esaminati (in media, oltre 165 casi al giorno). Questa la suddivisione per singole Asl: nella Asl Toscana Nord Ovest (Pisa, Livorno, Lucca, Massa-Carrara) sono stati eseguiti 1.567 tamponi su 1.105 ospiti e 462 operatori, e sono risultati positivi 211 ospiti e 53 operatori; nella Asl Toscana Centro (Firenze, Prato, Pistoia) sono stati fatti complessivamente 1.065 tamponi (688 ospiti e 377 operatori), di cui positivi 203 ospiti e 52 operatori; nella Asl Sud Est (Arezzo, Siena e Grosseto) in totale sono stati eseguiti 2.241 tamponi, 1.235 sugli ospiti e 1.006 sul personale, sono risultati positivi in 148, 95 tra gli ospiti e 53 tra gli operatori.
I numeri sono piuttosto alti e vanno dunque arginati in ogni modo. Ed è per questo che la cabina di regia fiorentina, dopo il via libera ai tamponi per tutti coloro che vivono e gravitano intorno alle case di riposo, ha deciso anche di avviare una separazione tra i contagiati e i sani.
Creando in sostanza strutture o spazi Covid-19: quando è possibile all’interno della stessa residenza assistita, magari concentrando su un solo piano gli anziani ospiti positivi al virus (se non devono essere trasferiti in ospedale, a seconda delle condizioni di salute), oppure allestendo per lo scopo superfici separate dall’edificio principale del centro anziani.
La stretta si è resa necessaria per cercare di fermare i focolai, come quello già partito in Lunigiana, zona di confine con Liguria ed Emilia Romagna, dove in almeno quattro case di riposo la situazione ha raggiunto il limite (e si contano una decina di decessi). «Lo screening sierologico nelle Rsa della Lunigiana è già cominciato. Abbiamo inviato a Massa-Carrara 1600 kit. Rivolgeremo particolare attenzione per gli anziani. Ci sono più di mille persone nelle Rsa, il nostro obiettivo è tutelarle», sottolinea il presidente Rossi.
Poi il governatore prosegue facendo il punto: «La provincia di Massa-Carrara è la zona più colpita della Toscana, si parla di 31 casi ogni 10mila abitanti. Dietro, c’è solo la situazione di Lucca, dove i casi sono 20 ogni 10mila abitanti. Si tratto di un dato, quello apuano, neanche paragonabile con il resto della Toscana, dove i casi sono 10 ogni 10mila abitanti. Avevo visto bene quando dissi che in questa zona di confine e di seconde case, con la preannunciata chiusura della Lombardia avrebbe provocato una situazione di fortissima criticità, e così è stato», conclude Rossi. E sull’aumento dei casi hanno giocato un ruolo forte proprio le case di riposo. —
luca signorini
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