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Misure anti-crisi: pacchi alimentari o buoni spesa per far mangiare 100mila toscani. Le informazioni per richiederli

Samuele Bartolini
Misure anti-crisi: pacchi alimentari o buoni spesa per far mangiare 100mila toscani. Le informazioni per richiederli

E intanto il governo annuncia che aumenterà a 800 euro il bonus di aprile per partite Iva, commercianti, artigiani

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In arrivo buoni spesa o pacchi di cibo contro l'emergenza alimentare anche in Toscana. Tra pochi giorni li potranno chiedere le famiglie in difficoltà per l'emergenza coronavirus e poi quelle già in stato di bisogno. Facendo un calcolo a cazzotto, ne beneficeranno 100mila toscani. Sì, siamo all'emergenza alimentare. È l'effetto domino del male invisibile. Il coronavirus ha fatto perdere il lavoro a tantissime persone. Le ha obbligate a chiudersi in casa. Ora però non hanno più soldi per comprare da mangiare. Ma tempo qualche giorno e un po’ la situazione migliorerà.

21 milioni alla Toscana

Gli aiuti sono contenuti in un’ordinanza della Protezione civile che, su decisione del Governo (anticipata nel fine settimana dal premier Giuseppe Conte), distribuisce 400 milioni di euro ai Comuni italiani. Quelli toscani hanno a disposizione 21 milioni e 400mila euro. Andranno tutti contro l'emergenza alimentare. Si pensa durino fino al 15 aprile. Poi il governo dovrebbe mettere in campo misure più importanti.

800 euro

Fra queste c’è anche l’aumento dell’indennità di 600 euro per 5 milioni e mezzo di italiani. Il beneficio di marzo non solo dovrebbe essere replicato ad aprile, ma - annuncia Antonio Misiani, vice ministro all’Economia, intervistato a Circo Massimo su Radio Capital - dovrebbe essere portato a 800 euro per «lavoratori autonomi, partite Iva, collaboratori, stagionali, artigiani, commercianti, agricoli, lavoratori dello spettacolo». Anche se con tutta probabilità -precisa Misiani - per ottenere l’indennità maggiorata si dovrà dimostrare di aver avuto difficoltà economiche per il coronavirus.

buono spesa o pacco alimentare

In attesa dell’indennità del governo, le famiglie si preparano a ricevere i soldi per la spesa. Ma come fare ad averli? Le famiglie devono presentare domanda al Comune di residenza che sono a stretto contatto col territorio e conoscono bene chi ha bisogno e chi no. Ma ogni ente si organizzerà come preferisce: c'è chi darà i buoni spesa e chi i pacchi alimentari. I sindaci stanno chiedendo la disponibilità a supermercati e alimentari di vicinato per accettare i buoni spesa che saranno dati alle famiglie. Si può raggiungere massimo 300 euro a famiglia in un paio di buoni a settimana. C'è chi manderà i pacchi alimentari a casa. Le associazioni di volontariato sono pronte a consegnarli. Ieri si è tenuta una riunione in teleconferenza dei sindaci toscani per elaborare le linee guida.

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Chi può fare domanda

Hanno diritto al bonus tutte le persone che hanno perso il lavoro causa coronavirus senza un sostegno al reddito o con un sostegno così basso da non riuscire ad arrivare a fine settimana. La lista è lunga. La cameriera del ristorante chiuso; l'addetto alle pulizie senza contratto; gli stagionali non assunti; la badante”sospesa”; colf, baby sitter; famiglie già in stato di bisogno.

Dove e come fare domanda


Le domande si fanno online. Tra qualche giorno ogni Comune le metterà sul proprio sito. Il cittadino dovrà compilare un'autodichiarazione. Dovrà spiegare che lavoro ha perso, da quanto non lavora. Alcuni Comuni chiederanno lo stato patrimoniale. Altri i depositi bancari. E poi, se i requisiti saranno soddisfatti, scatterà l'aiuto alimentare.

La ripartizione dei fondi

Il Comune di Firenze ha ricevuto 2,411 milioni. Il Comune di Prato 1 milione e 38mila euro. Livorno 833mila e rotti; Pisa 471mila e rotti. Lo Stato ha girato l’80% dei 400 milioni stanziati in proporzione alla popolazione residente di ciascun Comune. Il 20% è stato ripartito «in base alla distanza tra il valore del reddito pro capite di ciascun comune e il valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione». Il governo ha dato di più ai comuni dove la povertà è maggiore.

Anci toscana

Gli aiuti alimentari vanno dati prima possibile. Il presidente di Anci Toscana, sindaco di Prato, Matteo Biffoni, e il direttore di Anci Toscana Simone Gheri ne sono consapevoli. «La situazione è molto difficile. Dobbiamo fare in fretta. Le aziende si sono fermate e le famiglie non hanno più soldi. Questi aiuti servono per svoltare. Sono come un'iniezione di vitamina per tenere in piedi le famiglie. Ma a metà aprile ci aspettiamo molto di più. Servono almeno 50 miliardi per far ripartire l'economia».

Il modello per richiede il buono spesa

Ecco il modello per richiedere il buono spesa al Comune di residenza. Anci Toscana, l’Associazione nazionale dei Comuni Italiani, lo ha elaborato e lo mette a disposizione delle famiglie che intendano richiedere il sostegno alimentare, viste le difficoltà economiche create dall’emergenza coronavirus. Dei 400 milioni stanziati d’urgenza dal governo, con l'ordinanza n° 658 della Protezione Civile, alla Toscana sono stati assegnati 21,4 milioni. Ogni Comune potrà decidere se assegnare questi fondi tramite buoni spesa o tramite pacchi alimentari. Nella richiesta bisogna indicare il codice fiscale di tutti i membri della famiglia, dichiarare  di non percepire “ alcun altro sussidio di provenienza statale, regionale o comunale o alternativamente di beneficiare del seguente sussidio”. Inoltre bisogna specificare le motivazioni del proprio disagio economico (che saranno valutate dall’amministrazione comunale ai fini dell’erogazione del sussidio) e anche la propria condizione patrimoniale.  Tutti i dettagli nell’edizione di mercoledì 1° aprile de Il Tirreno.

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Autodichiarazione richiesta contributo alimentare: il modulo by Ilenia Reali on Scribd

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