Il Tirreno

Toscana

l’intervista 

«Serve un assegno per chi non lavora o si rischia l’assalto ai supermercati»

Ilenia Reali
«Serve un assegno per chi non lavora o si rischia l’assalto ai supermercati»

L’economista del Sant’Anna Giovanni Dosi accreditato in una delle task force di Conte sul Covid-19  invoca una presenza massiccia dello Stato anche nella produzione di mascherine e ventilatori

4 MINUTI DI LETTURA





pisa

«Cosa immagino? Un disastro generale». Giovanni Dosi, professore ordinario di politica economica alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa non va per il sottile nel parlare degli effetti socio-economici che Covid-19 avrà sul nostro Paese.

In questi ultimi giorni, settimane, ha studiato, scritto e riflettuto sistematicamente su quanto sta accadendo. «Cerco di essere più operativo possibile e di attivare i contatti che ho per far comprendere a fondo qual è la situazione: se continua così vedremo immagini di assalti ai supermercati».

Dosi è uno degli economisti italiani più autorevoli e nel tardo pomeriggio di ieri è stato chiamato, con i colleghi economisti Francesca Chiaromonte, Andrea Roventini e Giorgio Fagiolo nella task force della Presidenza del consiglio nel gruppo di lavoro che studierà gli effetti di medio periodo sul sistema produttivo italiano.

Professor Dosi, cosa andava fatto per limitare i danni economici prodotti dall’emergenza Coronavirus?

«Serviva un rafforzamento dell’apparato sanitario per rispondere all’emergenza in atto. Serviva un intervento forzoso dello Stato nell’economia per cominciare a produrre un numero sufficiente di mascherine e ventilatori in Italia. Non è possibile in una situazione come quella che stiamo vivendo dipendere dalla beneficenza russa. Le guerre, visto che si parla del Covid-19 come di una guerra, sono una cosa troppo seria per essere lasciata al mercato. Lo Stato deve intervenire anche nella produzione sia dei farmaci sia degli apparati necessari. È stato fatto ma in misura molto minore rispetto a quanto sarebbe necessario».

Non è proprio una passeggiata mettere in atto politiche di questo tipo.

«Dico di più. Era necessaria anche l’acquisizione forzosa degli ospedali privati fin dall’inizio della crisi. Bontà loro che molti ospedali, penso al San Raffaele, aiutano il Paese. Ma non credo che scelte così strategiche possano essere lasciate al buon cuore».

E adesso quali interventi ritiene necessari?

«Va messo in atto un sostegno ai redditi stile helicopter money. Il governo, per capirsi, dovrebbe inviare un assegno, in modo automatico, a tutti coloro che non stanno lavorando e non sono in cassa integrazione. In questo momento abbiamo forme di sostegno al reddito troppo complicate. Al Sud c’è un’economia informale enorme e servono interventi speciali».

Mancherebbero le risorse.

«Le risorse ci sono già, negli stanziamenti già fatti. Non è un problema di risorse ma di percezione dell’urgenza. Io vedo uno scenario in cui la gente, sobillata dalla destra, dà l’assalto ai supermercati. Aggiungo: io non avrei chiuso neppure le fabbriche in modo indiscriminato».

Crede davvero potrebbero essere assaltati i supermercati?

«Certo. Al Sud il 50% del pil è dato dal lavoro nero. In tanti non hanno nemmeno le conoscenze per sbrigare le pratiche necessarie a chiedere i contributi».

Con le aziende aperte i rischi di contagio sarebbero stati molto più alti.

«Questa chiusura era davvero necessaria? Per me doveva essere organizzata meglio. Dovevano essere fatti tamponi associati ad analisi degli anticorpi. Sono sicuro che troveremmo una percentuale di persone, anche alta, che è immunizzata. Coloro che sono positivi agli anticorpi e negativi al tampone potevano uscire e continuare a lavorare con minori restrizioni alle attività produttive. Per farlo però serviva il controllo della strumentazione sanitaria che non abbiamo».

Si dovrebbe riaprire le fabbriche il 3 aprile?

«Sì, ma per farlo servono mascherine, guanti e tutto il necessario per proteggere gli operai. Dobbiamo produrle in poco tempo e allo stesso tempo ridurre gli orari di lavoro. Noi abbiamo più facilità a decidere di mandare l’esercito che ad autorizzare la produzione di clorochina già finita nelle farmacie. Tra l’altro potrebbe farlo l’istituto farmaceutico militare di Firenze. È stato addirittura più facile chiudere le fabbriche che produrre mascherine sufficienti. Aggiungo: questi prolungati arresti domiciliari sono un precedente molto pericoloso specialmente se non discussi. Io sono convinto che avranno una ricaduta nel futuro sulla facilità con cui si possono ridurre le libertà fisiche».

Data la situazione attuale quale sarà la ricaduta economica.

«Dipende molto da quanto rimaniamo chiusi. Dare dei numeri sarebbe irresponsabile, io mi aspetto una caduta minima del 5-6% del pil e direi la stessa cifra anche per la Toscana. Dipende da quello che faremo. Sarebbe importante salvaguardare la capacità produttiva facendo credito solo alle imprese che, al termine del periodo di crisi, terranno aperto. Le filiere produttive sono interrotte e non si sa quando e se riapriranno».

La sua posizione è vicina a quella di Draghi.

«Sì la penso come Mario Draghi che ha fatto un discorso lucidissimo e coraggioso dicendo che come in guerra, lo Stato deve intervenire anche sull’offerta produttiva e deve intervenire senza curarsi del debito. Anche in Inghilterra dopo le guerre napoleoniche aveva un rapporto debito/pil superiore al 200%. Abbiamo due possibilità. O lasciamo il mercato a regolamentare quanto accade e i vincitori, saranno sicuramente la Cina e un po’ la Germania. Oppure cogliamo l’occasione per un intervento massiccio nello Stato. Non solo nelle infrastrutture ma in settori che riteniamo strategici, dalla farmaceutica alla pulizia del territorio, all’idrogeno per la produzione dell’energia».

Sa che in Toscana il presidente Rossi ha lavorato molto per facilitare la riconversione delle aziende e creare filiere per la produzione delle mascherine?

«Rossi per quanto ho potuto seguire dall’esterno è stato uno dei pochi governatori che ha mantenuto la saggezza. Non si è fatto prendere dal panico e ha cercato di trovare la soluzione ai problemi via via che si ponevano». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web