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l'intervista
Coronavirus, parla lo studente "vichingo" guarito: «Mi svegliavo senza respiro. E mi sentivo in colpa»
MARIO NERI
Il racconto di uno dei primi “positivi” in Toscana. Il 26enne norvegese racconta la paura, le ansie e i sintomi della malattia e lancia un appello: «L’Italia è un grande stato democratico, fidatevi delle autorità, non uscite di casa». E ai sanitari: «Siete stati eccezionali, mi scuso con voi»
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FIRENZE. No, non è solo un’influenza. Nemmeno se sei giovane, grande, robusto, «un forte vichingo nordico» come gli ha detto un’infermiera. E allora «per quattro notti ho avuto la febbre alta». S’è ritrovato seduto di colpo, aggrappato alle lenzuola del letto nel reparto. «Sudavo terribilmente». Il mal di testa. Il mondo in black out, i polmoni allagati di vuoto e buio. «Tossivo, soprattutto qu...
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