Coronavirus, gli operai in sciopero: "Distanze di sicurezza o stiamo a casa anche noi"
Proteste in tutta la regione, dalla camperistica senese a Gkn, da Azimut a Hitachi: "La salute conta più del lavoro, non siamo carne da macello"
FIRENZE. «Le distanze di sicurezza non sono garantite, gli ambienti di lavoro non sono igienizzati. Se le aziende non rispettano il decreto del governo, noi non lavoriamo. Non siamo carne da macello». Certo. Il lavoro è importante, ma la salute lo è ancora di più. Se i luoghi di lavoro sono a rischio contagio da coronavirus, allora meglio stare a casa e prendersi la cassa integrazione. Il messaggio dei lavoratori sale forte e chiaro dai territori toscani. E’ partito con lo sciopero della camperistica a Siena. E’ rimbalzato dalla Azimut di Livorno, dall’Hitachi di Pistoia e dalla Gkn di Campi Bisenzio. Fino alle aziende lucchesi, pratesi e aretine.
«La salute viene prima del lavoro. E se le aziende non sono in grado di garantire le distanze di sicurezza e l’igiene degli ambienti, noi ci fermiamo», dicono i lavoratori e i sindacati, Cgil Cisl e Uil in testa. A dare il primo segnale ieri sono state Fiom Cgil e Fim Cisl della camperistica di Siena. «Gli interventi li hanno fatti, ma non sono sufficienti a rispettare il decreto del governo». E i lavoratori delle aziende Trigano, Sea e Luano Camp adesso sono in sciopero. A Livorno invece imprese e lavoratori della nautica sono scese a patti. Almeno per ora. «La Azimut dice che da lunedì rallenta l’attività e distanzia i lavoratori. Ci va bene. Ma se non sarà così andiamo dal prefetto», taglia corto il segretario regionale della Fiom Cgil Massimo Braccini. Tira una brutta aria alla Hitachi di Pistoia. «In carpenteria, allestimento e collaudo non viene rispettata la distanza di sicurezza», dicono Fim-Fiom-Uglm ed Rsu. Preso atto della denuncia, l’azienda risponde che proverà a risolvere il problema in fretta ma, se non ci riuscirà, i lavoratori sono autorizzati a sospendere le attività. Un’ora di sciopero legato all’emergenza coronavirus ieri nello stabilimento Gkn di Campi Bisenzio che produce componenti per auto.
«A due metri di distanza ma sciopero - si legge in un post sulla pagina Fb del collettivo di fabbrica dei lavoratori - Gli operai non sono carne da macello. Bisogna fermare i settori produttivi non essenziali. Soldi per gli ammortizzatori, blocco dei licenziamenti. Anche noi vogliamo restare a casa». E Cgil Cisl Uil di Lucca, Prato e Arezzo seguono a ruota: «Le aziende non garantiscono la sicurezza? I lavoratori stiano a casa». Confronto tra sindacati e azienda anche alla Piaggio di Pontedera, dove nei giorni scorsi si è registrato un lavoratore positivo al coronavirus e 40 colleghi sono finiti in quarantena. C’è molta preoccupazione nei settori dei cantieri navali, delle concerie e del tessile. A Viareggio il cantiere Codecasa, uno dei più importanti della darsena, ha deciso di chiudere. Intanto la Regione è pronta a varare misure urgenti per ridurre l’impatto coronavirus su imprese e lavoratori. L’assessora al lavoro Cristina Grieco annuncia: «Non appena sarà emanato il decreto del governo (atteso oggi, ndr) con le prime misure a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese, la Regione farà la propria parte».
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