Il Tirreno

Toscana

Elezioni regionali, la Lega ricandida Ceccardi: gli alleati aspettano Roma

Samuele Bartolini
Elezioni regionali, la Lega ricandida Ceccardi: gli alleati aspettano Roma

La ex sindaca di Cascina, oggi europarlamentare, è la proposta del Carroccio per battere Giani nella corsa alla conquista della presidenza della Toscana 

3 MINUTI DI LETTURA





Quel dito alzato durante i comizi a Cascina come dire: “Attenti a me”. Quei capelli rossi che hanno invertito per primi la rotta della Toscana rossa. E poi la foto da sindaca sopra la ruspa “abbatti campo rom”. È Susanna Ceccardi la prescelta. La ex sindaca ruspista di Cascina, ora europarlamentare a Bruxelles, è pronta a correre per la Lega contro il candidato del centrosinistra Eugenio Giani per conquistare la presidenza della Regione. Per togliere la Toscana ai “comunisti” per la prima volta in mezzo secolo di governo rosso ininterrotto.

È il coordinamento regionale del Carroccio a battere un colpo. Parlamentari, consiglieri regionali, sindaci delle città, tutti riuniti a Sesto Fiorentino, dicono unanimi: «Deve essere Susanna Ceccardi la candidata presidente alla Regione della Lega». Sono tornati da dove erano partiti prima delle Europee. Per loro il nome di Susanna Ceccardi (che per qualche mese era stato “archiviato”) deve essere portato al tavolo nazionale delle trattative con i colleghi del centrodestra: l’astro (ri)nascente Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia e Silvio Berlusconi (Forza Italia) per la scelta del candidato a governatore in Toscana. Ma tocca a Matteo Salvini la decisione finale. È sempre il Capitano (anche se acciaccato) che ha l'ultima parola. Per ora è solo il nome della Lega toscana. Allora Ceccardi sì o Ceccardi no? È ancora tutto da vedere.

La coalizione per accettare gioca subito al rilancio su altri tavoli: quindi su altre presidenze in altre Regioni. Del resto la carta scartata dal mazzo in Toscana era proprio lei. Era stata proprio lei a essere messa da parte dal Capitano nazionale nella maxi cena al Tuscany Hall del 30 novembre. «Susanna è bravissima, ma farà bene in Europa», aveva detto Salvini. E tutti intesero che la rossa leghista non era più “la prima scelta”. Bisognava trovare un altro candidato. Forse meno ruspista. Forse più dialogante con gli alleati. Ma ora è diverso. Ora sono i toscani della Lega a battere il pugno sul tavolo. In testa a tutti la consigliera regionale Elisa Montemagni: «Io sempre stata con Susanna».

E la palla torna a Salvini. È lui che deve decidere se rimangiarsi tutto e dare il via all’operazione Ceccardi o ribadire le parole del Tuscany Hall. Di sicuro è tardi. Salvo colpi di scena e rinvii dovuti all’emergenza coronavirus, le elezioni regionali sono dietro l'angolo. Eugenio Giani sta battendo palmo a palmo la regione (anche se nelle ultime settimane ha rallentato). E comunque arriva al voto da presidente del consiglio regionale in carica: un vantaggio mica da ridere. Ma Susanna Ceccardi dice: «Non penso sia tardi. Non ci sono tempi definiti in politica. Oggi più che mai viviamo in un'epoca convulsa dove tutto può cambiare dal giorno alla notte.

L'importante è iniziare a confrontarsi con gli alleati e con tutti i cittadini». Già, gli alleati. Giovanni Donzelli, deputato fiorentino e responsabile organizzazione di FdI obietta: «Certo che siamo in ritardo. Bene però che la Lega abbia detto la sua. Ora io ho fiducia in Giorgia Meloni. Sarà lei che valuterà la candidatura di Susanna Ceccardi al tavolo con Berlusconi e Salvini». Stesso discorso per Stefano Mugnai, deputato valdarnese e coordinatore toscano di FI: «Ora che c'è sul tavolo il nome di Susanna Ceccardi, sarà Berlusconi a dire la sua con Salvini. Se la Lega presenta Ceccardi in Toscana, noi abbiamo Caldoro come candidato in Campania». Insomma. Patti chiari amicizia lunga. E il presunto inciucio tra Salvini e Renzi? Il patto di non belligeranza per far passare Giani in Toscana?

«Se avessi il minimo dubbio che c'è un accordo di desistenza tra Salvini e Renzi - dice Susanna Ceccardi -, non avrei mai accettato questa candidatura. Io conosco Matteo Salvini, il suo percorso di militanza, non spenderebbe un minuto per fare un accordo con il “bomba”, l'uomo più bugiardo d'Italia». Eppure c’è chi il patto “rosso-verde” lo dà per certo. —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera