Non è più ai domiciliari la donna che partorì il figlio dell’allievo
prato. Dopo quasi un anno di permanenza agli arresti domiciliari, da oggi la donna pratese di 32 anni accusata di aver avuto una relazione con un ragazzo che all’epoca dei fatti non aveva ancora compiuto 14 anni, dal quale ha poi avuto anche un figlio, potrà portare il bambino ai giardini.
È questo il primo desiderio espresso dalla trentaduenne quando ha saputo dai suoi avvocati difensori, Mattia Alfano e Massimo Nistri, che il Tribunale di Prato aveva accolto l’istanza dei legali per la revoca della misura, che è stata sostituita col divieto di avvicinamento al domicilio e ai luoghi frequentati dal minore.
La decisione del Tribunale è arrivata quando il processo che vede imputata la donna insieme al marito sta per concludersi: la sentenza infatti è attesa per il prossimo 23 marzo.
Da fine febbraio dell’anno scorso la trentaduenne era agli arresti domiciliari in seguito alle indagini della squadra mobile, coordinata dai sostituti procuratori Lorenzo Boscagli e Lorenzo Gestri, dopo la denuncia presentata dai genitori del ragazzo.
La donna, ex operatrice socio-sanitaria, era un’amica di famiglia e si era offerta di dare delle lezioni d’inglese al ragazzo, ma poi ne era stata attratta sessualmente ed era iniziata una relazione dalla quale il quattordicenne cercò di uscire. Secondo quanto contestato alla trentaduenne, lei avrebbe portato il bambino nella palestra frequentata dal ragazzo e avrebbe minacciato di uccidersi se il giovane avesse interrotto la relazione. Il marito della donna è accusato di alterazione di stato per aver riconosciuto come suo il bambino pur sapendo che era figlio del ragazzo. —
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