Tirrenica, approvato l’emendamento al Milleproroghe che sblocca il progetto
Ok al piano per adeguare il tracciato e trasformarla in una superstrada: ora la gestione dei lavori passa da Sat ad Anas. Ora è caccia ai finanziamenti
LIVORNO. Via libera al “piano” per far uscire la Tirrenica dal vicolo cieco di burocrazia e lungaggini in cui si sono arenati i piani per costruire una arteria che percorra tutta la costa. L’ok che consentirà di far partire i lavori per trasformare la variante Aurelia in una superstrada senza pedaggio arriva con l’approvazione di un emendamento al decreto Milleproroghe approdato stamani in commissione bilancio e finanze della Camera e firmato dal deputato dem livornese Andrea Romano d’intesa con la ministra alle infrastrutture Paola De Micheli. Un grimaldello fondamentale con cui provare a far davvero partire i cantieri per adeguare la variante e chiudere dopo quasi 50 anni di polemiche il dibattito su una delle grandi incompiute della regione.
Tanto che la ministra De Micheli chiede un incontro all'assessore rgionale Vincenzo Ceccarelli un incontro per "definire il percorso che sbloccherà l'opera". Il provvedimento di fatto solleva la Sat dalla responsabilità dei lavori per il tratto non ancora completato, cioè quello che da Cecina dovrà arrivare fino a Capalbio, e la affida ad Anas, quindi al pubblico. Insomma, sblocca il vicolo cieco nel quale erano finiti i lavori della Tirrenica, con Sat che chiedeva di essere indennizzata per quanto non ancora realizzato. A questo punto il ministero dei Trasporti potrà riprendere il dossier, indennizzare Sat, far rientrare Anas e poi riavviare i lavori. «Finalmente si sblocca l’impasse, ora Anas potrà rientrare in campo – dice Romano – La Sat continuerà a gestire solo le tratte autostradali già operative, mentre il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti provvederà alla revisione della convenzione unica. È un passo avanti decisivo per la ripresa dei lavori e il completamento di un progetto infrastrutturale atteso da decenni dalla costa toscana».
E' dall’ormai lontano gennaio 2017 che è attiva la conferenza dei servizi. Proprio in quella sede il progetto per fare della Tirrenica una autostrada è stato trasformato prevedendo un potenziamento della superstrada. Come? L’idea è di costruire delle strade “complanari” in prossimità delle uscite, cioè delle parallele in cui possa confluire il traffico urbano e locale eliminando così i pericolosissimi incroci a sfioro dell’Argentario. Insomma, da tempo, sulla carta, era superata la fase annosa dei dibattiti, dei rendering più o meno realistici del corridoio ma mancava questo passaggio tecnico.
«La Tirrenica sarà una superstrada», si erano accordati Regione, ministero e Comuni siglando l’accordo. L’ok in commissione è quasi un via libera definitivo, perché sul Milleproroghe il governo porrà la fiducia e – al netto delle fibrillazioni fra Pd e Italia Viva – non dovrebbero esserci rischi. Unico neo? Anas non potrà fare tutto da sola, servono altri fondi dal governo. E non sarà una passeggiata: Sat chiede di essere indennizzata con 300 milioni per i lavori di progettazione già svolti, senza contare che potrebbe rivendicare anche un risarcimento per i mancati introiti che gli avrebbe garantito la concessione trentennale da poco rinnovata. Non solo. Bisognerà ritrovare i soldi già stanziati per l’ammodernamento della Tirrenica nell’allegato Anas per il 2018 «ma che l’allora ministro Toninelli decise di destinare ad altri obiettivi». Gli altri obiettivi, per dovere di cronaca, erano gli aiuti a Genova dopo il crollo del Morandi.
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