Il Tirreno

Toscana

la memoria degli eccidi 

Stragi nazifasciste, una sede in Toscana per l’archivio che rivelò la verità

Stragi nazifasciste, una sede in Toscana per l’archivio che rivelò la verità

La Regione ospiterà a Firenze le carte trovate nel 1994 dal giornalista Giustolisi nell’Armadio della Vergogna 

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firenze. Fu lui a scovarle in uno sgabuzzino del palazzo Cesi-Gaddi nel ’94, lì dove in un armadio polveroso di una delle cancellerie della procura militare a Roma lo Stato nascondeva ancora, a cinquant’anni di distanza, le sue complicità con la follia criminale che aveva piombato il Novecento nel peggiore dei suoi incubi. Quelle carte, ci avrebbe svelato poi Franco Giustolisi, documentavano la ferocia scatenata contro la popolazione civile, anziani, donne, bambini dai nazisti con la complicità dei fascisti. È grazie a quelle carte e alla sua scoperta così se oggi esiste una verità storica sugli eccidi perpetrati dalle Ss in Toscana e in Italia, se le vittime di massacri indicibili come quello compiuto a Sant’Anna di Stazzema hanno ottenuto giustizia nel processo istruito a La Spezia dal procuratore militare Marco De Paolis.

Per questo non ha solo un valore simbolico la decisione della Regione Toscana di ospitare a Firenze l’archivio del giornalista che ha dedicato la sua attività professionale all’indagine sulle stragi e indagato su quello che ha definito l’Armadio della vergogna. Quell’armadio ha custodito e occultato per lunghi anni i 695 fascicoli sui crimini di guerra commessi durante l’occupazione nazifascista. Enrico Rossi lo ha annunciato ieri a Montecitorio, nel corso della cerimonia conclusiva del premio dedicato a Giustolisi, scomparso nel 2014, e che per il suo lavoro di approfondimento sulle responsabilità dei principali eccidi che hanno insanguinato il Paese era stato dichiarato cittadino onorario di Stazzema e Fivizzano. «Ospitare questo importante archivio – dice Rossi – è modo per dare un contributo alla costruzione di una memoria effettiva di questo Paese, di cui c’è grande bisogno. Ne faremo una sede stabile, trasformandola in centro studio per storici e studiosi. La nostra è la scelta di una Regione che conta 4mila vittime della tragica scia di sangue lasciata dall’esercito tedesco in ritirata, aiutato dai repubblichini italiani. Tra le vittime di queste azioni turpi ci sono anche i più di mille deportati nei lager nazisti». L’archivio Giustolisi, fondato nel 2016, probabilmente troverà sede nell’ex ospedale di San Giovanni di Dio in Borgo Ognissanti. E oltre ai documenti raccolti in anni di lavoro, verrà realizzata anche una biblioteca ed uno spazio incontri. «Fino alla scoperta di Giustolisi e al processo di La Spezia – aggiunge Rossi – l’Italia non ha mai voluto fare fino in fondo i conti con le responsabilità tedesche e italiane negli eccidi. È questo l’armadio della vergogna: nascondere le colpe e non rivendicare giusti processi. Lo straordinario lavoro di Giustolisi ci sarà ancora da esempio». La figlia del giornalista, Livia, parla di «un miracolo che si è avverato» e si è dice «felicissima della decisione presa dal governatore». Rossi assicura: la Regione darà anche un contributo per il riordino dell’archivio, e ricorda che la scelta si inserisce nelle iniziative della Regione, dai viaggi che ogni anno accompagnano centinaia di studenti a visitare il campo di sterminio di Auschwitz all’osservatorio contro i nuovi fascismi, fino al Centro per la cultura e la legalità democratica e all’atlante delle stragi nazifasciste. —

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