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Val di Cornia, la Toscana respira: le terrazze sul mare custodiscono il mistero del tramonto
Cammino sulle terrazze, guardo il mare. E le isole. Che al tramonto si colorano di arancio, quando il sole si tuffa nell’acqua. La Val di Cornia regala emozioni, dalla duna della Sterpaia, a piazza Bovio, fino a Salivoli e Calamoresca e poi Populonia, l’antica città del ferro, prima etrusca e poi romana. L’Elba è lì, la posso toccare con mano, più in là, maestosa, ecco Capraia e, la giornata è limpida, scorgo anche Montecristo, l’isola di Dumas, segreta e inavvicinabile.
Il golfo di Follonica, la costa Est, la percorro a piedi, dalla macchia fino alla spiaggia, sabbia bianca e qualche ramo nudo, lasciato lì dall’ultima mareggiata. Da Torre Mozza al Quagliodromo è un’oasi di pace, dove i profumi delle piante si mischiano allo iodio del mare.
Laggiù, in fondo al promontorio, ecco piazza Bovio, la vera terrazza sul mare, cuore, e orgoglio, di una Piombino che in pochi conoscono. L’antica Rocchetta, il porticciolo, il faro sulle onde e gli scogli, il porticciolo mediceo mi fanno pensare a quando da queste parti si viveva solo di pesca.
Due passi verso nord e sono subito a Salivoli. Un tempo era solo la spiaggia di Piombino, la più amata. Ora il golfo ospita un moderno porto turistico, punto di partenza per le isole che, da qui, sono a poche miglia di navigazione. Sul porto il Residence Marina di Salivoli, con le sue terrazze, ancora loro, a picco sul mare, apre il sipario sull’Elba all’orizzonte e sullo spettacolo del tramonto. Magari scendo a fare un tuffo. Oppure potrei fare base per visitare le grandi città d’arte: Firenze, Pisa, Siena, tutte nel raggio di una gita di una giornata.
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Superata punta Falcone, sono proprio due passi, c’è Calamoresca. Per me è la più bella spiaggia della Toscana, non me ne vogliano i maremmani o i versiliesi. Perché qui, affacciata com’è verso ovest, il tramonto leva il fiato, vale il viaggio. Da qui parte la lunga camminata fino a Populonia, su e giù per il promontorio, dove i motori sono banditi. Oltrepasso Buca delle Fate e risalgo verso quella collina così densa di storia. Pare di vederli gli Etruschi e i Romani, attorno alle fornaci, forgiare il ferro in arrivo dall’Elba per gli eserciti destinati a conquistare il mondo allora conosciuto. Ora ci sono solo splendide rovine, all’interno del Parco Archeologico, ma nel momento di maggior fortuna ebbe quasi ventimila abitanti. Altri passi, altri respiri. L’occhio spazia sul golfo di Baratti, perla della Val di Cornia, la pineta di Rimigliano, la costa incontaminata fino a San Vincenzo, con la sua corona di pineta.
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Non solo mare, non solo terrazze. O forse altre terrazze, dove lo sguardo spazia davvero lontano, oltre l’Elba, fino alle cime della Corsica. Sassetta, Campiglia, Suvereto, anche Venturina: la Val di Cornia unisce una costa meravigliosa a un entroterra che merita di essere visitato. Qui la vera ricchezza sta laggiù, nel sottosuolo, da dove sgorga, generosa, l’acqua a 45 gradi. Le acque termali erano conosciute già dagli Etruschi e dai Romani, che le indicavano con il nome di “Aquae Populoniae” (Terme di Populonia) e sono benefiche per la prevenzione, la cura e la riabilitazione di patologie dell’apparato respiratorio, otorinolaringoiatriche, reumatiche, dell’apparato digerente, della pelle e del sistema circolatorio. Proprio accanto allo stabilimento termale, si raggiunge a piedi, ecco le Corti del Sole, dove le suggestioni della storia cambiano, perché gli appartamenti, modernissimi, si immergono in uno stile ottocentesco. Il mare è a pochi minuti, ma vale la pena salire fino a Campiglia e a Suvereto, due borghi dal cuore medievale che, in estate, si vestono di mille colori. E sapori. Perché da queste parti all’enogastronomia ci tengono. Fin dai tempi delle miniere, ora diventare un parco, ideale per i bambini.
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