Il Tirreno

Toscana

LA POLEMICA 

La demo-giuria lancia Gabbani Ma quante accuse sui social

Marco Menduni

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Già il termine giuria demoscopica suona spigoloso e burocratico per una kermesse canora che alla fine dev’essere puro divertimento. Se poi il voto dei trecento prescelti scatena polemiche a raffica, la questione si fa anche sostanza e non solo forma. Proteste sui social. Rivolta nella sala stampa, soprattutto alla fine della prima serata. Poi arriva Adriano Celentano a sfoderare la sciabola. Il molleggiato nazionale parla delle «scandalose toppate della giuria demoscopica». E al Messaggero rincara la dose con un esempio: «Gli Eugenio in Via Di Gioia hanno aperto la gara con una sorprendente esibizione, una canzone gioiosa, fresca e fin troppo avanti per la malsana aria che si respira nelle gare canore». Insiste: «Persino io sono rimasto colpito dalla spumeggiante esibizione. E la giuria cosa fa?... li boccia».

Questa edizione del Festival ha scelto un metodo complessivo di voto che supera qualunque meccanismo della politica nazionale per complessità, altro che porcellum.

Ma la giuria demoscopica ha spadroneggiato incontrastata nelle prime due serate. Tornerà nell’ultima e il suo peso sul totale sarà comunque del 33 per cento.

Di fronte alle polemiche, Antonio Noto, presidente dell’istituto di sondaggio che ha selezionato e raccoglie con una app le preferenze dei giurati, rintuzza: «Polemiche attese. In quasi tutti i casi esistono degli scostamenti tra i gusti personali e le indicazioni della giuria, è normale».

E fa un esempio: «Gli Eugenio in via di Gioia hanno perso per lo 0,6 per cento. Però, passando per gli appuntamenti precedenti al Festival, sono arrivati sul palco dell’Ariston attraverso... una giuria demoscopica».

È disposto a giurare, Noto, sull’attendibilità del campione scelto: «Abbiamo iniziato a lavorarci dall’inizio di gennaio, scegliendo tra chi ascolta musica 16 ore alla settimana e va ai concerti. Abbiamo usato i parametri Istat per riprodurre fasce di età, distribuzione geografica, ripartizione tra i sessi. Visto che in Italia ci sono più donne che uomini, anche nella giuria le donne sono in prevalenza».

La giuria demoscopica non deciderà per intero il vincitore di Sanremo. Però i risultati delle prime serate hanno già modificato l’orientamento dei bookmaker delle scommesse, come rivela l’agenzia specializzata Agipro: Gabbani ha scalzato dalle previsioni di vittoria Anastasio, i Pinguini Tattici sono vicini al podio. —



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