Il Tirreno

Toscana

Adesca un ragazzino di 13 per farsi sesso: arrestato

Cristiano Pellegrini
Un'auto dei carabinieri
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Un'auto dei carabinieri

Siena, il 36enne dipendente di un’associazione del volontariato gli ha anche inviato video e foto del rapporto avuto

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SIENA. Si sono conosciuti in una chat di incontri per adulti. Due nickname (soprannomi) inventati per nascondere le vere identità e un appuntamento fissato in tutta fretta dopo solo pochi minuti di conversazione on line. È stato così che un ragazzino di tredici anni, è stato adescato da un uomo di trentasei anni: dipendente di un’associazione di volontariato (residente in Val d’Elsa, nel senese) che quindici giorni fa avrebbe abusato di lui. Poche parole scambiate prima sulla chat, alcuni messaggi al telefono per poi darsi appuntamento in una delle tante piazze affollate della città a metà pomeriggio. I due si incontrano, come programmato. È evidente che uno è poco più di un bambino e uno è un adulto.

La differenza di età non fa cambiare le intenzioni dell’uomo. Senza preoccuparsi della vera età del ragazzino, il 36enne invita il 13enne a salire sulla sua macchina per seguirlo. Un breve tragitto e in pochi minuti l’auto si ferma sotto ad un’abitazione: l’uomo ha portato il ragazzino a casa sua. Il 13enne scende dall’auto, lo segue e sale con lui nell’appartamento. È nella camera da letto dell’uomo che si consuma l’abuso sessuale. Pochi minuti e i due escono nuovamente di casa e l’uomo riaccompagna il ragazzino dove lo aveva prelevato. Questa è la vicenda ricostruita dai carabinieri, ascoltando testimonianze e incrociando i dati che parlano di un altro abuso su un minore. Dopo solo dieci giorni di indagini, i militari sono risaliti a quell’uomo, un dipendente di un’associazione impegnata nel sociale e che si occupa di assistenza. Due giorni fa, su disposizione del gip del tribunale di Siena, il 36enne è stato messo agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale in attesa dell’interrogatorio di garanzia che potrebbe tenersi oggi.

A scoprire la violenza consumata sul ragazzino è stata la sorella maggiorenne della vittima che, casualmente, ha intercettato sul telefono del fratello alcune foto e video che lo ritraevano con l’uomo. Le immagini erano contenute in un messaggio ricevuto dal ragazzino qualche giorno dopo aver subito la violenza. Le indagini appureranno se sono state inviate per minaccia o compiacimento. Una scoperta che ha portato i familiari del ragazzo a rivolgersi immediatamente ai carabinieri e a denunciare l’accaduto. Gli uomini dell’Arma prima hanno sequestrato il cellulare del 13enne per ricostruire le conversazioni e i punti di contatto tra i due e poi, ascoltando testimonianze, facendo riscontri e cercando di comprendere in maniera discreta cosa fosse accaduto, sono risaliti all’identità dell’uomo. I carabinieri hanno a quel punto perquisito l’abitazione dell’uomo sequestrando alcuni cellulari, computer e decine di dvd che nei prossimi giorni saranno analizzati dagli inquirenti per eventuali sviluppi investigativi.

Al momento l’accusa è di violenza sessuale ma al vaglio degli investigatori ci sarebbe anche il riconoscimento del reato di pedopornografia, qualora emergessero ulteriori dettagli dai riscontri. Ciò che sarebbe emerso è che i contatti telefonici tra i due sarebbe proseguiti anche dopo la violenza. La notizia si è diffusa rapidamente nella cittadina del senese dove l’uomo è molto conosciuto anche per il suo lavoro che lo impegna quotidianamente al servizio della collettività. Sgomento, stupore e incredulità serpeggiavano fin dalla mattina nei bar, all’uscita delle scuole e nelle piazze tra le persone che lo conoscono. 

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