«La coppia positiva al coronavirus non ha avuto contatti diretti a Firenze»
È quanto emerge dalla prima fase dell'indagine epidemiologica condotta dalla Asl. Il sindaco Nardella compie un gesto contro "i soliti sciacalli che non vedevano l'ora di usare questa scusa per odiare e insultare"
La coppia di turisti cinesi in Italia colpita da coronavirus, adesso in cura a Roma, nel transito a Firenze non avrebbe avuto contatti diretti con altre persone durante il pernottamento in hotel nel capoluogo toscano. È quanto emerge dalla prima fase dell'indagine epidemiologica condotta dalla Asl, che comunque non è ancora finita. "Al momento abbiamo riscontrato elementi tranquillizzanti ma ancora il cerchio non è chiuso", spiega il direttore del Dipartimento di prevenzione dell'Usl Toscana Centro, Renzo Berti.
"I due sono rimasti a Firenze circa 12 ore, sono arrivati nel tardo pomeriggio del 27 gennaio e ripartiti la mattina dopo per Roma. Non emergono ad ora contatti rilevanti nella struttura dove hanno alloggiato, non c'è stata quindi alcuna necessità di intervento da parte nostra". "Tuttavia il cerchio non è chiuso e stiamo ancora lavorando - prosegue Berti - Parlando coi gestori dell'hotel risulta che sono stati fuori: dobbiamo capire dove hanno cenato", mentre "altri accertamenti sono in corso riguardo al pullman su cui hanno viaggiato per Roma".
IL GESTO DEL SINDACO NARDELLA
"Escludo qualunque tipo di caso-Firenze rispetto agli standard di attenzione e di precauzione che sono gi stati fissati dalle autorità sanitarie in Italia", ha detto in relazione a questo episodio il sindaco Dario Nardella. Che ha anche lanciato un messaggio contro il razzismo: "Seguiamo le indicazioni delle autorità sanitarie e usiamo cautela, ma nessun terrorismo psicologico, e soprattutto basta con i soliti sciacalli che non vedevano l'ora di usare questa scusa per odiare e insultare". E in un video in cui abbraccia Vito Wang, rappresentante dell'Unione giovani italo-cinesi ha aggiunto: "Siamo uniti alla comunità cinese per questa battaglia comune".
SCUOLE E UNIVERSITA'
Il ministero della Salute ha diramato, di concerto con il ministero dell'Istruzione, una circolare con "Indicazioni per la gestione degli studenti e dei docenti di ritorno o in partenza verso aree affette della Cina". La circolare, pubblicata sul sito del Ministero dell'istruzione, sarà diffusa lunedì alle direzioni scolastiche e alle Università anche della Toscana. La circolare dispone che gli studenti universitari, così come gli alunni delle scuole, da quelle dell'infanzia alle superiori, che sono rientrati dalla Cina nelle ultime due settimane, possano essere ammessi a scuola nel caso in cui non presentino i sintomi caratteristici del virus. Per gli studenti rientrati dalla Cina nelle ultime 2 settimane, si dispone, in particolare, che venga monitorata l'eventuale insorgenza di sintomi quali tosse, febbre, difficoltà respiratorie.
In caso si manifestino questi sintomi, sarà necessario chiamare il numero 1500 o rivolgersi alle strutture individuate nella pagina speciale del sito della Regione Toscana, proteggere le vie aeree con la mascherina, evitare contatti stretti "fino alla definizione della situazione sanitaria da parte del personale sanitario". Per gli studenti che hanno viaggiato o coabitato con un paziente affetto da coronavisrus sarà necessario telefonare tempestivamente al 1500 o rivolgersi alle strutture regionali di riferimento individuate sul sito, per le misure di sorveglianza, ove non siano state già adottate dall'autorità sanitaria. A sollecitare i ministeri a fornire indicazioni in tempi rapidi in modo da dare alle scuole regole certe e univoche era stata nelle ultime ore anche la Regione Toscana.
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