Il presidio
«Uno scempio, la Chiesa non può nascondere la testa sotto la sabbia»
Secondo il sacerdote che si batte per risolvere il problema «gli abusi sui bambino sono peccati gravissimi che creano un danno permanente»
roma. «La Chiesa sta dando risposte sulla pedofilia. Purtroppo sta dando risposte in ritardo perché prima non c’era consapevolezza». Parla senza usare metafore. Soprattutto senza fare sconti a nessuno don Fortunato Di Noto, presidente dell'Associazione Meter ai microfoni di radio Cusano Campus durante la trasmissione “Tutto in famiglia”. La puntata è dedicata alla vicenda di Prato e ai presunti abusi sessuali che alcuni religiosi avrebbero commesso su due ragazzini. Almeno su questo indaga da qualche mese la procura di Prato. Cinque di questi presunti violentatori sarebbero sacerdoti. «E davanti a questo scempio non più tollerabile e giustificabile non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia. Gli abusi su minori sono peccati gravissimi che provocano nelle vittime ferite profonde. Quando si tratta di religiosi c' è una responsabilità ancora maggiore perché noi siamo, nella nostra formazione e vocazione, punti importanti di riferimento per la fede. La gente perde la fede e si fa un danno permanente ai bambini».
Con questo don Di Noto non dà per acquisita la colpevolezza dei sacerdoti su cui indaga la procura di Prato. Vuole, però, evidenziare due aspetti: che non si possono ignorare le denunce e che «i sacerdoti sono cittadini italiani che devono essere sottoposti ad un giudizio da parte della Procura che deve curare con attenzione ed equilibrio le accuse affinché si possa giungere ad una giusta condanna». Una posizione assai diversa da quella assunta, ad esempio, dal vescovo di Massa Carrara che definisce addirittura «osceno» il comportamento della Procura di Prato che ha avviato l’inchiesta in seguito alla relazione sui presunti abusi ricevuta dai servizi sociali del Comun di Prato.
«A mio avviso - osserva don Di Noto - se gli abusi sono accertati, si dovrebbe impedire a queste persone di entrare non solo nel sistema clericale, ma anche in quello educativo. Spesso gli abusi da parte del clero avvengono in situazioni di disordine promiscuo, il 20-25% sono atti di pedofilia con bambini sotto i 12 anni, altri sono atti etero o omosessuali con minori». —
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