E se non fosse soltanto un mal di schiena?
Questo “disturbo” che colpisce milioni di italiani può essere un campanello di allarme di patologie più gravi. Esistono forme extravertebrali e vertebrali: le prime possono essere determinate da coliche renali, disturbi ginecologici, pancreas
Colpisce donne e uomini. È sempre più diffuso. In molti casi non permette neppure di andare a lavoro. C’è quello acuto, che può essere un campanello d’allarme per patologie più gravi, e quello “semplice”, che però può essere molto fastidioso. È il mal di schiena. Il nemico numero uno di milioni di italiani. Come ogni avversario, per poterlo sconfiggere bisogna prima conoscerlo a fondo. E Michelangelo Scaglione, direttore dell'unità operativa di ortopedia e traumatologia 1 all’ospedale di Cisanello, a Pisa, il mal di schiena lo conosce benissimo. Ma soprattutto, sa come affrontarlo, interpretarlo e quindi combatterlo come spiega in questa guida predisposta per Il Tirreno.
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Quanto è diffuso il mal di schiena tra gli italiani?
Il mal di schiena, o lombalgia, non è una malattia, ma un sintomo che può essere provocato da diverse cause. L’80-85% degli italiani soffre di un episodio di lombalgia acuta almeno una volta nella vita, mentre il 4%, circa 2 milioni, presenta una lombalgia cronica. Fra i lavoratori che dichiarano disturbi di salute il 59% lamenta un problema osseo e circa il 29% un mal di schiena, con una perdita ogni anno, secondo l’Inail, di circa 30 milioni di ore lavorative.
Qual è il tipo di mal di schiena più frequente?
Fra i 30-60 anni di età la causa più comune di mal di schiena è la degenerazione dei dischi intervertebrali, specie a livello delle ultime vertebre lombari dove si può sviluppare un’ernia del disco. Normalmente dividiamo le lombalgie in due gruppi: le forme extravertebrali e le vertebrali.
Quali sono le lombalgie extravertebrali?
Nel primo gruppo troviamo patologie viscerali e vascolari che proiettano il dolore in sede lombare. Per esempio le coliche renali, alcuni disturbi ginecologici, patologie del pancreas o l’aneurisma dell’aorta addominale che non prevedono alcun trattamento ortopedico ma un trattamento specialistico e spesso chirurgico.
Quali sono le lombalgie vertebrali?
Le lombalgie vertebrali possono essere suddivise in congenite e acquisite. Le forme congenite sono legate a un’alterazione della formazione dei corpi vertebrali: la sacralizzazione dell’ultima vertebra lombare, una “schisi”, cioè l’incompleta fusione dell’arco posteriore della prima vertebra sacrale; oppure uno scivolamento del corpo vertebrale, in gergo medico la “spondilolistesi”, che avviene fra le ultime due vertebre lombari e la prima vertebra sacrale.
Come si può evitare il mal di schiena?
Si può agire facendo eseguire al paziente esercizi specifici che correggano, se presenti, le alterazioni della statica vertebrale e ovviamente la correzione dei difetti posturali. Andrebbero rimossi i fattori di rischio quali il fumo, l’obesità, le alterazioni del metabolismo osseo che possono aggravare lo stato degenerativo della colonna vertebrale. Bisognerebbe insegnare, specie a chi lavora, la corretta modalità nel sollevare i pesi che prevede il piegamento delle ginocchia e quindi il mantenimento della colonna vertebrale eretta.
Come si può combattere il mal di schiena?
Il mal di schiena nella fase acuta si cura con antinfiammatori, antidolorifici, antinevritici a cui associamo sempre la fisioterapia e il bilanciamento posturale globale. Una buona fisioterapia, comprensiva anche di una rieducazione posturale e di un avviamento a esercizi specifici può aiutare molto il paziente. Il riposo va considerato solo nei primi 2-3 giorni di dolore acuto ma dopo è imperativo riprendere movimento e ginnastica. Appena migliorato il quadro clinico si avvia il paziente verso altre attività utili per preservare la salute della schiena che comprendono la ginnastica dolce, lo yoga, le camminate a passo svelto, il pilates e molte altre. Andrebbe inoltre eseguita un’alimentazione corretta in modo da avere un apporto calorico adatto così da raggiungere e mantenere il peso ideale.
C’è un nesso tra il mal di denti e il mal di schiena?
La bibliografia ci conferma che una malocclusione dentale (l’allineamento scorretto dell’arcata dentale) può condizionare la biomeccanica e la postura della colonna vertebrale. Questo perché la mandibola, a causa di una malocclusione, è costretta ad assumere una posizione scorretta, manifestando una tensione che finisce per coinvolgere i muscoli della schiena. In definitiva, la malocclusione dentaria e lo squilibrio che può derivare da essa a livello cranio-vertebrale possono innescare meccanismi di compenso “posturali” che alla lunga possono indurre contratture muscolari e stati dolorosi non ascrivibili ad altre cause. —
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