Gay, ebrei, cinesi: il razzismo è maschio
Studio dell’università di Firenze su 700 adolescenti: i ragazzi sono meno tolleranti delle coetanee, soprattutto sugli omosex
«No, queste persone non mi interessa frequentarle». Gli adolescenti maschi toscani sono poco interessati ad approfondire o intrattenere un qualsiasi tipo di relazione con rom, gay, ebrei e cinesi (in ordine di maggior disinteresse). Lo rivela uno studio dell'università di Firenze a cura di Giorgia Bulli e Stella Milani condotto su 700 studenti e studentesse di quarta e quinta superiore di nove province toscane (manca soltanto quella di Pistoia).
Le ricercatrici del dipartimento di scienze politiche e sociali hanno fatto girare tra i ragazzi delle scuole superiori - età media 17/18 anni - un questionario nel periodo che è andato da settembre 2018 ad aprile 2019. L'obiettivo di questo questionario era quello di analizzare la diffusione di intolleranza e razzismo tra gli studenti toscani agli ultimi anni delle superiori. Ed è emerso che i maschi hanno molto meno interesse delle femmine ad approfondire una relazione con persone diverse per cultura (rom), orientamento sessuale (gay), religione (ebrei) e provenienza (cinesi).
Nello studio c'è un approfondimento ulteriore sulla relazione omosessuale: tre quarti degli studenti considera l’amore omosessuale e l’amore eterosessuale sullo stesso piano. Anche in questo caso però si nota una differenza tra femmine e maschi. Il 70% delle femmine, infatti, concorda sul fatto che non esista differenza fra amore eterosessuale e amore omosessuale; al contrario dei maschi: questa percezione è limitata al 38% degli intervistati.
Un capitolo a parte riguarda l'atteggiamento degli studenti nei confronti delle persone di credo islamico. Dai questionari emerge che più della metà dei giovani è d'accordo con l'affermazione secondo la quale «i musulmani anche se sono in Italia da molti anni, sono fedeli solo al mondo islamico». Quindi avrebbero una mentalità più chiusa. Rimane evidente però il differente approccio al “diverso” tra maschi e femmine. Come mai? «Ne abbiamo discusso con i ragazzi in classe. Loro hanno dato le spiegazioni più diverse. Ma le dobbiamo esaminare più a fondo per elaborare una risposta completa», dice Giorgia Bulli. Sicuro però che lo studio mostra una profonda differenza tra maschi e femmine. I maschi si trovano molto più a disagio delle femmine con la diversità: questo è emerso alla presentazione in Regione del Giorno della Memoria che si celebra lunedì 27 gennaio al Mandela Forum con 7000 studenti provenienti da tutta la Toscana. La vicepresidente della Regione Monica Barni afferma: «Intolleranza e razzismo sono sempre dietro l'angolo. Bisogna tenere alta la guardia. Fondamentale dunque continuare ad educare i giovani al rispetto delle differenze e ai valori di pace». —
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