Il Tirreno

Toscana



PRATO

Stroncata a 8 anni dalla leucemia. La mamma ha provato a salvarla

Maria Lardara
Stroncata a 8 anni dalla leucemia. La mamma ha provato a salvarla

 Due trapianti di midollo, l’ultimo dal genitore a novembre. Sconvolta un’intera comunità

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Aveva otto anni e la forza di una guerriera. Quella forza che emanano i cavalli, creature che la piccola Alessia amava sopra ogni cosa. La sua cavalla, la giovane Nerina dagli occhi dolci, la sta ancora aspettando nel maneggio di Prato, nella frazione di Iolo, quello che la bambina frequentava regolarmente. Non c’è stato il tempo di un ultimo sguardo, un’ultima carezza. Alessia non cavalcherà più: è morta di leucemia all’ospedale Meyer, nella notte fra il 13 e il 14 gennaio, fra le braccia dei genitori.

Un’intera comunità, quella di Viaccia (frazione di Prato Ovest), piange la scomparsa di questa bambina che aveva subito due trapianti di midollo osseo. Il primo era avvenuto nel 2017, in Sicilia: grazie a un giovane donatore di Ragusa fu salvata la vita ad Alessia. L’anno scorso la piccola si era sottoposta a una cura sperimentale a Monza, per poi subire un secondo trapianto di midollo osseo. Questa volta la donatrice è stata mamma Daniela. I genitori sono molto conosciuti a Prato.

La madre, Daniela Luciani, è infermiera all’ospedale Santo Stefano. Il padre, Fabrizio Fedi, è titolare di un’impresa di movimentazione merci. La malattia scoperta quattro anni fa non ha mai impedito alla figlia di poter condurre una vita normale. Divisa fra la scuola, il gioco, le passeggiate all’aria aperta con il suo cane Oliver, le gite sulla neve in montagna, la passione infinita per i cavalli. La piccola lascia un vuoto assordante anche sui banchi della primaria Rodari, dove i compagni di terza l’aspettavano.

«Era una studentessa piena di gioia, non si lamentava mai - racconta il preside del comprensivo Puddu, Roberto Santagata - Con la sua dolcezza ci aveva conquistato. Avevamo già predisposto il progetto di educazione domiciliare per consentire ad Alessia di frequentare a distanza non appena si fosse ristabilita - aggiunge il dirigente scolastico - Ci stringiamo al dolore della famiglia». Nel ricordo della piccola alunna delle Rodari, la scuola sta pensando a una targa ricordo all’ingresso della biblioteca.

Era già in programma una donazione alla Fondazione Meyer, il 28 gennaio. «Lo faremo nel ricordo di Alessia», annuncia il preside riferendosi alle somme raccolte dai genitori (circa tremila euro) con le varie iniziative di solidarietà nel quartiere, dove il circolo Arci e la parrocchia rappresentano dei punti di aggregazione sociale. Alessia era di casa in un maneggio di Prato, a Iolo. Prendeva lezioni di equitazione con l’associazione "Cavalli e Carrozze".

Il sogno della bambina era quello di riuscire a cavalcare un cavallo tutto suo. E si era avverato. Con Nerina Alessia faceva coppia fissa. Dall’associazione si sarebbero perfino organizzati per condurre il pony a Firenze e trovare il modo per farlo vedere ad Alessia dalle finestre del Meyer. Quando non poteva andare al galoppo perché magari il medico - dopo una terapia - si era raccomandato di aspettare un po’, la bimba passava comunque dal maneggio: doveva portare le carote ai suoi adorati cavalli. Magari ora Alessia corre con loro, in cielo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web