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Outlet di Barberino, "cuore” del turismo toscano: per i russi è una tappa obbligata
Il 6% di chi dorme una notte a Firenze va a Barberino E tra i clienti toscani, numeri record dalla provincia di Pisa
FIRENZE. L’outlet di Barberino come gli Uffizi. Anzi, di più. I visitatori che nel 2018 sono andati al McArthurGlen sono stati un numero maggiore. In 13 anni, dall’apertura della cittadella dello shopping, nel Mugello sono passate 35 milioni di persone.
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E non si sbaglia a parlare di visitatori perché, anche se sembra strano, l’outlet è una meta turistica vera e propria. Il 6% di coloro che pernottano a Firenze trascorre mezza giornata nel centro commerciale del Mugello, il dato sale all’8% se si prendono in esame solo i turisti che arrivano dall’Europa, 1 su 3 se ci focalizziamo sui turisti russi, 1 su 5 su chi invece arriva dalla Cina. Sono parte dei numeri della ricerca di Prometeia sui risvolti economici e l’impatto sul territorio dell’outlet di Barberino illustrati nella sala Gonfalone del palazzo del consiglio regionale, a Firenze, dal ricercatore Leonardo Catani e dalla centre manager McArthurGlen di Barberino Maria Chiara Bellomo. . Si sbaglia, dati alla mano, a considerare Barberino alla stregua di un aggregato di negozi. L’outlet nell’immaginario dei turisti è un borgo toscano, “casa” delle firme e dei brand più famosi. È quell’Italia dei viaggi esperenziali su cui tanto puntano le istituzioni. «Chi viene a Barberino – ha commentato la direttrice Bellomo – si ferma 3 ore, di fatto mezza giornata, calcolando che impiega ad arrivare, in media, 52 minuti».
Un concetto ripreso subito da Giacomo Bettarini, assessore della città metropolitana che- con il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, i sindaci e i consiglieri regionali dell’area del Mugello - rappresentava le istituzioni all’incontro. «Chi trascorre mezza giornata all’outlet è probabile che soggiorni almeno tre notti in Toscana: di fatto il tipo di turista a cui siamo interessati».
Stranieri ma non solo. «Stati Uniti, Germania, Paesi Bassi i paesi più rappresentati», entra nel dettaglio Bellomo ma anche (e soprattutto) italiani. «Il 16% – si legge nelle slide della ricerca – sono turisti che arrivano da paesi lontani, il 12% europei, il 10% italiani e oltre il 62% da un bacino di utenza nel raggio di 90 minuti dall’outlet».
Un altro dato inaspettato per i non addetti ai lavori: la maggioranza dei clienti sono uomini (il 51%) ha 45 anni e acquista nei negozi del centro tre volte l’anno. Una bella fetta parla pisano. «Il 27% – spiega Bellomo – arriva dall’area fiorentina, l’8% da Bologna e il 7% da Pisa e provincia».
Se mettiamo insieme anche Pistoia e Lucca l’asse “del mare” è il secondo cliente per importanza dopo Firenze. Scopo della ricerca era anche dimostrare l’impatto dell’outlet sul territorio, un centro nato dalla grave crisi aziendale della Rifle e che «negli anni – ricorda il sindaco di Barberino del Mugello Giampiero Mongatti – ha avuto ricadute economiche importanti per il territorio con un valore non solo turistico ma anche di riqualificazione della zona dal punto di vista del lavoro e della comunicazione dell’area all’estero, con l’autodromo».
E il lavoro è tutt’altro che precario: il 62% dei dipendenti viene da Barberino e dintorni, il 68% ha un contratto a tempo indeterminato, il 58% è full time, il 54% lavora lì da oltre 4 anni e – com’era ai tempi della Rifle – il 70% dei dipendenti è donna.
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