Il presidio
L’ammutinamento della Rufina «Noi non ci stiamo, meglio il Cru»
FIRENZE. Il Chianti Rufina è pronto all’ammutinamento per quanto riguarda l’adozione della Gran Selezione votata nel nuovo disciplinare del Consorzio Chianti. Nonostante, come fa notare qualcuno un po’ malignamente, lo stesso presidente del Consorzio Chianti sia un produttore di Rufina che si ritrova quindi la “resistenza” in casa.
Ma i presupposti richiesti erano ben differenti. Si voleva differenziare il nuovo vino dalla tipologia Riserva, preferendo l’idea del Cru, estremamente legato al terreno su cui nasceva. In questo anche la differenza netta rispetto alla Gran Selezione del Chianti Classico. Ma non è andata così. «Le modifiche approvate dall’Assemblea del Chianti sono sostanzialmente diverse da quanto richiesto dal nostro Consorzio», ha specificato il presidente Cesare Coda Nunziante. La Rufina, nell’assemblea del 2015, aveva avanzato al Consorzio Chianti una proposta di modifica al disciplinare da attuarsi secondo un progetto provvisoriamente denominato “Cru di Vigna” che prevedeva la tracciatura della provenienza delle uve selezionate dalla singola vigna aziendale. «La procedura – spiega - è già contemplata dal disciplinare con la menzione vigna, ma la nuova proposta conteneva ulteriori elementi restrittivi mirati verso la ricerca di un innalzamento della piramide di qualità del vino Rufina Docg e una maggiore identificazione territoriale». Mancano quindi: un preciso riferimento all’obbligatorietà dell’adozione della “menzione vigna” (che sarebbe lasciata all’iniziativa dei singoli); un vincolo sull’uvaggio, che nel progetto Rufina è rappresentato da Sangiovese al 100%; una regolamentazione dell’affinamento nel legno.
«Uno degli obiettivi importanti di questo nuovo progetto - prosegue Coda Nunziante - era differenziare il nuovo vino dalla tipologia Riserva, usualmente percepita dai consumatori come “selezione di cantina”. Un vino che affondasse la sua eccellenza e diversità nel terreno su cui è stato piantato. Sotto questo profilo, il nostro progetto si differenzia anche dalla Gran Selezione del Consorzio Chianti Classico. Siamo disposti a rinunciare e a continuare invece il nostro progetto originale, volto anche a una maggior distinzione, verso il consumatore, delle varie tipologie di vini all’interno della piramide della Docg: Chianti Rufina – Riserva – Selezione di Vigna». (d.v.)
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