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Solo mezza donna a regione tutelata dal braccialetto anti-stalker
In Italia finora attivati appena 23 dispositivi elettronici per proteggere le vittime da chi le minaccia o perseguita
Ventitrè. Le vittime di violenza “protette” dai braccialetti anti-stalker in Italia sono 23. In media (è solo un calcolo matematico) poco più di una a regione. Il dato è drammatico. Ma non sorprendente. In Italia i braccialetti elettronici (in realtà cavigliere) attivati - dice il ministero dell’Interno a Il Tirreno - non arrivano a 3740. E 3714 sono per chi è agli arresti domiciliari.
Dispositivi inutilizzati
In assoluto si potrebbe parlare di un passo avanti se si pensa che, fino a dicembre 2017, con il precedente contratto con Telecom, il ministero dell’Interno disponeva di 2000 braccialetti elettronici l’anno per tutto il territorio nazionale. Solo 20 anti-stalker. Mai utilizzati (tranne che in un caso) perché la legge lo impediva: i dispositivi non potevano essere attivati per i violenti accusati di atti persecutori o maltrattamenti in famiglia se colpiti da divieto di avvicinamento. Dal 9 agosto 2019 - grazie anche alla campagna de Il Tirreno e alle oltre 40mila firme raccolte sulla piattaforma Change.org - il codice di procedura penale è stato modificato. E da quasi 4 mesi i braccialetti anti-stalker si possono utilizzare per gli tenere i persecutori lontani dalle vittime. Ma i numeri raccontano un’altra storia: 23 dispositivi attivati finora, circa 8 al mese. Restando in ambito di medie matematiche: 0,4 braccialetti a regione.
Le donne più a rischio
Ora pensare che in ogni regione ci sia meno di mezza donna a rischio di aggressione da parte di uno stalker sembra ottimistico. Soprattutto stando all’anticipo della relazione sulla violenza di genere rilasciata un paio di giorni fa da Istat. Come anticipato alla commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, la direttora dell’Istat Linda Laura Sabbatdini in una relazione ricorda che «quasi 3,7 milioni di donne hanno interrotto una relazione (anche senza convivenza) in cui subivano almeno un tipo di violenza fisica, sessuale o psicologica. E di queste 1 milione erano separate o divorziate. Inoltre, più di 2 milioni di donne erano state vittime di violenza fisica o sessuale, tra le quali più di 600mila separate o divorziate. Le donne separate o divorziate risultano essere un segmento particolarmente a rischio di violenza da parte dell’ex partner: il 23,6%, infatti, è stata vittima di violenza fisica o sessuale da parte del coniuge o del convivente da cui si sono separate». Più nello specifico, negli ultimi 5 anni - prosegue lo studio. Negli ultimi 5 anni sono 538mila le donne vittime di violenza fisica o sessuale da ex partner anche non convivente: le separate o divorziate sono 131mila.
Aggressioni gravi
I numeri, dunque, confermano la necessità di misure a protezione delle vittime. A protezione e prevenzione di (ulteriori) reati. Anche perché le violenze subite - secondo l’inchiesta sulla sicurezza delle donne - sono considerate «gravi quasi nel 90% dei casi; molto gravi nel 62,9% dei casi, mentre il 45,6 delle vittime ha subito ferite. E oltre la metà delle donne intervistate (quasi il 54%) ha dichiarato di aver avuto per la propria vita o per quella dei figli». Eppure in quattro mesi in Italia sono stati attivati solo 23 braccialetti anti-stalker. E solo 3 ulteriori sono in attesi di attivazione. Perché?
I braccialetti ci sono?
La spiegazione (non fornita) va ricercata nella ragione per la quale risultano attivati appena 3714 braccialetti per il controllo di indagati o imputati agli arresti domiciliari. In tutta Italia. Eppure secondo il contratto sottoscritto fra ministero dell’Interno e l’associazione temporanea di impresa fra Fastweb e Vitrociset lo Stato può richiedere l’attivazione di 1000 dispositivi al mese. Fino a un massimo di 12mila dispositivi l’anno. Ma questo traguardo, a 11 mesi dall’avvio del contratto (da 19 milioni in 36 mesi) - è assai lontano. Il problema è che Fastweb non è in grado di fornire i dispositivi o che i magistrati non li richiedono? Fastweb ha sempre sostenuto di essere in grado di soddisfare la domanda contrattuale. Ma i braccialetti scarseggiano. Basta pensare - segnala l’avvocatura - che nel distretto della procura di Firenze ci sono solo 10 braccialetti per tutta la provincia. Questo spiega perché a oggi «risulta essere stato liquidato l’importo di 283.775,39 euro relativo alle prestazioni effettuate (leggi: attivazioni braccialetti elettronici) per il periodo 1° gennaio -31 marzo 2019». E perché le donne continuino a sentirsi poco protette.
Uccise sempre di più e dai partner
Non a caso - rileva l’Istat - la violenza contro le donne è un fenomeno che «rimane in ampia misura sommerso». E le ragioni per cui resta sommerso sono anche «da ricercare nella prossimità con l’autore dei crimini che in molti dei casi risulta essere il partner (o l’ex partner) o un familiare». Motivo per cui gli omicidi di donne non calano «a fronte di una notevole flessione degli omicidi di uomini: l’80,5% delle donne assassinate «è vittima di una persona che conosce: nel 43,9% un partner (attuale o ex); nel 25,8% un parente (compresi genitori e figli); nel l’8,1% un conoscente». Insomma le donne muoiono di più. Ma l’Istat registra uno «scarto sensibile fra il numero di chi riferisce di essere vittima di aggressioni, minacce e violenze sessuali e il numero di chi dichiara di aver denunciato i fatti alle autorità». —
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