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Andropausa, tutto quello che volete sapere

Maria Antonietta Schiavina
Andropausa, tutto quello che volete sapere

L’evento meno brusco della menopausa è caratterizzato da variazioni ormonali e dalla diminuzione del testosterone che favorisce patologie come il deficit erettivo, problemi cardio-vascolari, l’obesità, la sindrome metabolica, l’osteoporosi 

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Fa paura a tutti gli uomini che pensano di esserne immuni. Invece l’andropausa esiste e riguarda ognuno di loro, anche se non si configura come un fenomeno brusco con l’interruzione della capacità riproduttiva, che si verifica nel sesso femminile con la cessazione del ciclo mestruale, ma come evento più lento caratterizzato da modificazioni ormonali, sessuali e di vari organi ed apparati. Per capire di più abbiamo posto alcune domande alla dottoressa Maria Antonella Bertozzi ( responsabile dell’unità operativa complessa di andrologia dell’azienda Ospedaliera Universitaria Pisana) per realizzare una guida.

Quali sono i fattori di rischio dell’andropausa?

Quelli genetici, ambientali e, soprattutto comportamentali, che incidono moltissimo sull’estrinsecarsi delle modificazioni, che possono avere diverse caratteristiche nella popolazione maschile. Di solito, durante l'invecchiamento, oltre a variazioni ormonali, si riscontra un decremento del testosterone dovuto sia a modificazioni del controllo centrale (la sintesi del testosterone è regolata infatti nel sistema nervoso centrale ipotalamo-ipofisi), sia a livello del testicolo ove avviene la sintesi dell’ormone stesso.

Cosa favorisce la carenza di testosterone?

La manifestazione di patologie come il deficit erettivo, la patologia cardio-vascolare, l’obesità, la sindrome metabolica, la demineralizzazione ossea, l’osteoporosi. Da sottolineare, per ciò che concerne il deficit erettivo, che il tessuto che forma i corpi cavernosi del pene costituendo l’effetto ultimo dell’erezione è l’endotelio (un tessuto formato da un sottile strato di cellule squamose)presente ubiquitariamente nell’organismo (400 metri quadrati di superficie) e in particolare a livello cardiaco (dove controlla la capacità contrattile del ventricolo sinistro) e a livello cerebrale (dove, fra le varie funzioni, svolge quella di supporto metabolico all’attività neuronale). La disfunzione erettile precede di circa tre anni la patologia cardiovascolare ed è correlata con l’incremento statisticamente significativo della patologia e della mortalità cardiovascolare.

Veniamo all'osteoporosi. Interessa anche gli uomini?

Sì. È una patologia di grande rilevanza sociale, come sottolineato dall’Organizzazione mondiale della Sanità che la considera, in termini di incidenza, prevalenza e costi socio sanitari seconda solo alla patologia cardiovascolare. La disabilità legata alle fratture da osteoporosi, che si riverbera in maniera estremamente negativa, sia sulla qualità che sull’attesa di vita, causando giorni di immobilizzazione a letto più numerosi di quelli dovuti alla bronco pneumopatia cronica ostruttiva, all’ictus, all’infarto, solitamente si pensa che sia una malattia di appannaggio della donna in postmenopausa. Invece la bibliografia internazionale indica come abbia un'incidenza e prevalenza importanti anche nel sesso maschile, tanto che un terzo di tutte le fratture di femore accadono nel maschio con una percentuale di exitus (decesso), entro l’anno, dalla frattura patologica, più alta rispetto a quella del sesso femminile.

Oltre all’età alcuni comportamenti possono accelerare il processo di andropausa?

Le modificazioni ormonali e non, collegate solitamente al trascorrere degli anni e un tempo appannaggio di fasce di età medio alta, attualmente si riscontrano in maniera sempre più frequente anche nei soggetti giovani.

Come mai?

Per tutta una serie di modificazioni socio-culturali che comportano, fra l’altro, proprio un decremento del testosterone, ormone, fondamentale nel maschio alla funzionalità dell’endotelio e quindi del sistema vascolare, alla funzionalità dell’apparato muscolo-scheletrico, alla fertilità e a un buon mantenimento della salute generale dell’organismo. Queste le principali modificazioni socio-culturali: addiction -ovvero utilizzo di sostanze d’abuso fra cui le cosiddette “droghe minori” in particolare il tetra-idro-cannabinolo THC, ovvero lo spinello, e la cocaina (dati 2017 Ministero della Salute: 25.9% nella popolazione 14-19 anni; 33% fra i 19 e i 65 anni; dati europei: 25% della popolazione adulta, fino ai 65 anni). Poi la dipendenza da gioco patologico e/o problematico, sedentarietà, malattie sessualmente trasmesse con stato vascolare pre-pro ossidativo associato, tipo di alimentazione.

Il decremento del testosterone, poi, determina a sua volta l’estrinsecazione di patologie come l’obesità, la sindrome metabolica, la demineralizzazione ossea, l’osteoporosi, la patologia cardiovascolare, il deficit erettivo e l’ipo-infertilità, alla quale si è già accennato.

Contrariamente alla donna l’uomo tende a nascondere certi problemi. Come aiutarlo a superare i pudori?

I cosiddetti “ pudori”esistevano anni fa, ma oggi, per fortuna, questa condizione è stata completamente superata, grazie anche a una divulgazione scientifica derivante non solo da organi del settore, ma da settimanali, quotidiani, mensili, nonché programmi televisivi, che trattano argomenti legati alla medicina. Inoltre oggi il maschio è consapevole di se stesso e del fatto che esistono presidi medici in grado di risolvergli i problemi. —


 

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